Aborto - Interruzione di gravidanza : per il diritto alla libera scelta

 

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Testimonianze

Elena
La mia Ivg è avvenuta venerdì, 5 giorni fa. Sono fidanzata e convivo con il mio compagno con cui, forse, un giorno, potrei anche pensare di avere un bambino. Ma non oggi. Ho sempre preso la pillola, poi su consiglio del medico l'ho interrotta. Avrei dovuto riprenderla, ma per superficialità ho aspettato un altro mese e ho avuto un rapporto a rischio. In maniera del tutto idiota ho creduto di essere immune.. Forse un lato di me ha sempre pensato di essere sterile.. Che stupidaggine da parte mia..
Dopo una settimana di ritardo ho fatto il test, da sola, era positivo. Da sola ho affrontato ogni successivo passo. Non me la sono sentita di parlarne con il mio compagno, ho temuto che mi avrebbe giudicata, come fa sempre. Mi sento terribilmente inadeguata nei suoi confronti. Dirlo a chiunque altro sarebbe servito solo a sottopormi all'insindacabile giudizio altrui. La verità è che non c'è nessuno che penso avrebbe potuto stare dalla mia parte. Non mi sono mai sentita così sola in vita mia.
Ero certa della mia decisione, sicura, risoluta. Chiunque avrebbe tentato di dissuadermi, ma io non so nemmeno se vorrò mai essere madre, certo non potevo mettere al mondo un bambino senza avere un lavoro stabile. Così sono andata in consultorio, ho ottenuto il certificato e ho prenotato. Due settimane di attesa. Due settimane di angoscia e depressione che non passeranno, lo so. Non perché abbia dubbi o ripensamenti, ma perché so che il mio gesto è stato frutto del mio egoismo e della mia superficialità e questo non me lo potrò mai perdonare.
Ero l'unica della mattina ad essere completamente da sola. Ho pianto, per quanto la mia vita sia basata su menzogne e per quanto nonostante le apparenze io sia da sola.
L'intervento è stato rapido, con qualche dolore fisico subito dopo, ma passato in poco tempo. Il reparto del dott. Viale è estremamente efficiente e siamo state tutte trattate in maniera ineccepibile considerata la situazione. Il giudizio non traspariva dai volti di chi mi ha assistita.
Sono convinta di aver fatto la scelta giusta perché non potevo avere un bambino in questo momento, avrei rovinato la vita sua e di troppe persone. Tuttavia non mi perdonerò mai di essere arrivata a dover fare questa scelta.


Nadia
18 anni, fidanzata con un ragazzo di 22 splendido, stavamo insieme da poco e la prima volta che abbiamo fatto l'amore è stato bellissimo. Però poi lui mi confessa di essere venuto un po dentro, perché desidera molto un figlio da me. Fui sconvolta, ma pensai che forse non era detto che fossi incinta, forse non ero in ovulazione. Purtroppo ho un occlusione della carotide interna di sinistra, dunque non posso assumere pillole del giorno dopo e pillole anticoncezionali. Alla fine ero incinta. Il mio compagno felicissimo, ma io, nonostante inizialmente decisi di andare avanti per cercare di assecondarlo, a un certo punto non ce la feci più e iniziai le pratiche per l'ivg, scoprendo così che aspettavo due gemelli!
Il 6 ottobre 2012 feci l'intervento tra pianti e sensi di colpa.
Ora sono di nuovo incinta e non per volere di qualcuno, semplicemente si deve essere rotto il preservativo. Sono ancora più sconvolta perché proprio non me lo aspettavo assolutamente. Farò l'ivg di nuovo, sempre per motivi economici
difficoltosi, per i miei problemi di salute difficoltosi e perché stavolta non ho accanto il ragazzo splendido di 4 anni fa. Il giorno sarà il 14 aprile e anche se è brutto dirlo, non vedo l'ora. Sono costretta a andare a lavoro ogni giorno con mille nausee terribili che non mi lasciano per più di 10 minuti. Sono sempre molto stanca, non ce la faccio più, desidero arrivi presto la data dell'intervento, con la grande speranza che vada tutto bene e che un giorno, nel momento giusto, con la persona giusta e i fondi economici giusti possa diventare una mamma.


Simona
Ho abortito ad aprile del 2011, avevo 30 anni appena compiuti, un mutuo, un lavoro che non amavo, l'università da concludere e tanti sogni. Accanto a me c'era l'amore della mia vita, l'uomo che ho amato follemente come nessun'altro. Credevo che bastasse. Stare accanto a lui mi faceva sentire la donna più bella, sexy e fortunata del mondo. Stavamo insieme da 4 anni tra alti e bassi, dovuti principalmente alla sua incapacità di credere in sè stesso e nel nostro rapporto. Il coito interrotto che praticavamo una notte non funzionò. Durante l'amplesso mi accorsi di qualcosa di strano e infatti chiesi se tutto era posto. Mi rispose di si, di non preoccuparmi. Scoprii di essere rimasta incinta dopo 1 settimana di ritardo. Mi crollò il mondo addosso. Piansi, chiusa nel bagno di casa dei miei genitori e mi accasciai a terra chiedendomi perchè proprio a me. Provai vero terrore e un'immediata gelosia per questo bambino che si metteva in mezzo al mio amore, che mi avrebbe trasformato in qualcosa che lui non avrebbe più amato.
Lui prese la notizia meglio di me. Dopo la prima ora di totale confusione mi abbracciò, mi consolò e iniziò a fantasticare sul bambino. Iniziai a rilassarmi, i giorni passavano e iniziavo a comprendere sempre di più la mia situazione. Andammo dalla ginecologa per la prima visita e per informarsi sulle eventuali possibilità. Decidemmo di comune accordo di recarsi nella struttura che praticava l'IVG giusto per fare la visita generale e per avere così più possibilità di scelta. Mi comunicarono la data dell'intervento, ma ero sicura che non ci sarebbe servita, giorno dopo giorno quel bambino cresceva assieme alla magia che provavo. Pian piano che aumentava la mia sicurezza la sua diminuiva. Iniziò ad avere dubbi, mi accusò di non avere una valida ragione per tenere il bambino, diceva che i figli non devono capitare ma che meritano di essere desiderati, che non avevamo mai parlato di avere un bambino insieme. Iniziai a lottare, a difendermi. Finchè una sera, qualche giorno prima di quella data, mi disse che non mi amava abbastanza per sopportare tutto questo. Mi spezzò il cuore. Tutto quello che feci dopo, lo feci accecata dalla rabbia e dilaniata dalla disperazione. L'unico pensiero che mi ripetevo in continuazione, come una preghiera, era che dalla vita meritavo un uomo che sapesse amarmi e accogliere suo figlio. Dopo l'intervento provai una sensazione di sollievo, di essermi salvata e tornai presto ad essere desiderosa di lasciarmi alle spalle questo drammatico evento. Cercai anche di ricucire le ferite con Lui. Andammo avanti per 5 mesi, poi lui mi lasciò per sempre.
Sono passati 4 anni da quell'evento e ogni tanto ci ripenso. Mi pesa molto l'aver applicato lo stesso mezzo che lui ha usato con me: la negazione. Non ho difeso me stessa fino in fondo e neanche mio figlio. Ho permesso a Lui di scegliere per noi e di farmi male due volte.
Il ricordo mi genera sentimenti contrastanti che vanno dalla rabbia, al pentimento fino al sollievo. Sento però di aver acquistato una grandissima forza per vivere la vita...quella vera, e di essermi liberata di tutto ciò che non serve.
In merito alle cose pratiche posso dire che l'intervento è stato veloce e quasi senza dolore nel post operatorio. Ho avuto la fortuna di trovare personale professionale e accogliente che non ha minimamente interferito con il nostro dramma personale.


Elisa
La mia IVG è avvenuto il 18 gennaio 2016. La relazione che avevo con il padre era decisamente instabile e molto lontana dall'essere considerata normale perché una piccola creatura potesse essere messa al mondo. Molto dipendeva da lui, ma fondamentalmente non sarei riuscita ad averlo accanto come padre, motivo per cui ho e abbiamo deciso per l'interruzione. La ginecologa a cui mi sono appoggiata è stata la mia privata, quindi niente consultorio, anche se ovviamente le visite all'ospedale non sono mancate. Per fortuna ho incontrato persone molto gentili e sensibili, fino al giorno dell'operazione, andato anch'esso bene.
Il vero risvolto è stato quello psicologico. La mia interruzione è avvenuta all'inizio della nona settimana, e già entrando nel secondo mese, i dolori fisici hanno iniziato ad accentuarsi notevolmente (le nausee, molto forti, non mi abbandonavano mai), fino a che durante l'ottava settimane gli episodi di vomito erano tra loro sempre più ravvicinati impedendomi di svolgere le mie attività quotidiane. A fare da ciliegina sulla torta, durante questo periodo, sono rimasta sola. La relazione che avevo con il padre del bambino si è aggravata fino a destabilizzarsi completamente e la gestione di queste emozioni, oltre a quelle  legate ad una gravidanza che sarebbe andata a terminare, erano diventate un grande peso da sopportare.
Ho mantenuto il segreto con qualsiasi famigliare per timore che, non capendo, avrebbero contribuito negativamente alla mia già fragile salute emotiva. Avevo voglia di andare avanti ed in quei giorni andare avanti significava interrompere quella gravidanza, tanto quel pensiero mi teneva aggrappata a stati emotivi e psicologici insopportabili. Desideravo il giorno in cui avrei messo fine a tutto più che mai, ma allo stesso tempo lo temevo e lo volevo lontano.
Il giorno però è arrivato e accompagnata da un'amica ho affrontato quello che una donna non dovrebbe mai affrontare. Terminata l'operazione, mi sono sentita immediatamente più leggera e così è stato nei giorni appena successivi. Con il passare però del tempo, hanno iniziato a manifestarsi un forte senso di frustrazione che si traduceva spesso in vergognose abbuffate fatte tra le lacrime e i sensi di colpa per ciò che avevo fatto al mio bambino, di cui avevo sentito appena una settimana prima il cuore battere con l'ecografia effettuatami prima della mia ivg.
Ho 27 anni ed il desiderio di diventare madre in me è molto forte, specialmente a fronte della mia paura di non riuscire mai ad esserlo. In qualche modo aver dovuto (perché di dovere si è trattato) distruggere un sogno perché le carte non erano disposte sul tavolo di gioco come volevo che fossero, è stato disequilibrante. Purtroppo è una ferita che mi porterò dietro a vita e che mi segnerà per sempre.


Emma
Ho 24 anni. Sono rimasta incinta il 16 novembre 2014 a causa di un preservativo che si è sfilato. Ho preso la pillola del giorno dopo a due ore dal rapporto e sono rimasta ugualmente incinta, ma io ne ero certa, me lo sentivo di esserlo nonostante la pillola. L'ho scoperto con un test i primi giorni di Dicembre e mi è presa una disperazione che non pensavo di poter provare. Mi sono sentita in colpa per quella disperazione, volevo essere felice per quella gravidanza ma non ci riuscivo, stavo male, ero confusa e disperata.
Il mio ragazzo non mi è stato affatto d'aiuto. Non lavoravamo, nessuno dei due, ma ciò nonostante la mia famiglia si è resa subito disponibile ad aiutarci sia economicamente che moralmente. Avrei potuto tenerlo ma non sapevo se lo volessi davvero o meno.
La cosa peggiore è che il mio ragazzo mi ha sempre spinta ad abortire, quasi costretta. Non l'ha mai voluto il bambino, non si sentiva pronto, si è fatto prendere dal panico e non mi ha lasciata riflettere con calma. Sono state settimane terribili di indecisione, pianti, crisi. Anche la famiglia del mio ragazzo si è comportata malissimo con me, tentando in ogni modo di convincermi ad abortire. Non sono mai stata così male in vita mia, così sola, confusa. Alternavo momenti di rifiuto totale per la gravidanza, in cui quasi desideravo morire, a momenti di disperazione perché sentivo di volere il bambino ma sapevo che il padre non voleva.
Alla fine hanno vinto la mia codardia, la confusione e la disperazione. Mi sono operata qui a Roma in un ambiente ostile, con personale freddo e a tratti cattivo, senza privacy, con la sala degli aborti a due metri dalla stanza delle degenze di maternità. Oggi, dopo un anno, penso di aver fatto la scelta giusta, ma è stata un'esperienza terrificante. A volte sto bene, a volte no. Ho odiato il mio ragazzo per mesi, ci sono state litigate terribili e gli ho messo le mani addosso dandogli la colpa di tutto, finché non ho capito che la scelta, in fondo, è stata mia. Non ero pronta in quel momento. Ma so che un giorno lo sarò. Un abbraccio grande a tutte le donne che hanno vissuto o stanno vivendo questa esperienza tremenda.


Faty
L'intervento per l'interruzione di gravidanza è avvenuto il 23 dicembre 2015. È andato tutto bene.
Sono rimasta incinta perché usavo un metodo contraccettivo naturale (la conta dei giorni) in un momento sbagliato in cui il ciclo era irregolare anche perché ho appena avuto una bimba ad aprile e avevo smesso di allattare a settembre/ottobre. Quindi il mio ciclo era molto ballerino in questi mesi. Le mie cose mi dovevano arrivare il 14 di novembre, ma niente di niente anche dopo 10 giorni. Al quindicesimo giorno di ritardo ho deciso di fare un test, nella speranza che fosse negativo come il mese scorso. Stavolta con grande dispiacere e rabbia era positivo.
Ho iniziato subito a pensare alle conseguenze: ho due bambine, una di 5 anni e una piccola piccola di 8 mesi. Ho appena ripreso a lavorare dopo la maternità, e non so come reagiranno al lavoro se lo vengono a sapere anche perché ho già altre 4 colleghe in maternità .... Poi io al mio posto di lavoro ci tengo tanto, soprattutto in questo periodo che mio marito è disoccupato e noi abbiamo sempre delle spese da sostenere (affitto, gas, luce, asilo, ...).
Io da subito ho deciso di abortire. Però ho preferito parlare con mio marito, speravo che mi dicesse NO, TENIAMOLO. Cercherò un lavoro e ci penserò io a mantenere le spese e tu stai a casa a fare la mamma... Ma, purtroppo lui non ha avuto nessuna reazione! Era rimasto impassibile. L'unica cosa che ha saputo dirmi: fai quello che vuoi!!!
Purtroppo, dopo l'arrivo della seconda bambina , la mia relazione coniugale sta andando sempre peggiorando... Sento come se non ci amiamo più. Non condividiamo più niente. Lui cerca sempre di stare lontano da noi. Da quando è arrivata la piccola (quindi da 8 mesi) che non dorme più nel lettone con me. Ha ceduto il posto alle bimbe. In modo che lui non venga disturbato di notte quando si svegliano....
Comunque, dopo il disinteresse di mio marito, ho deciso di fare un aborto. Ho cercato delle informazioni su internet, e dopo ho chiamato il consultorio. Mi hanno fissato l'appuntamento al 10 dicembre. Io in quel lasso di tempo, non smettevo di pensare, di leggere testimonianze e informazioni su quello che stavo per fare e soprattutto non smettevo di cercare di comunicare con mio marito nella speranza che mi dicesse di non farlo, ma lui mostrava sempre un atteggiamento di disinteresse, che mi faceva tanta rabbia e mi portava a essere sempre più convinta di abortire. Certo, è una decisione molto dolorosa e mi vergogno tanto di me stessa, di essere stata così tanto disattenta e stupida a non usare un metodo contraccettivo sicuro per evitare tutto ciò.
Il 10 dicembre feci la visita e il colloquio con la psicologa e l'assistente sociale, quando mi hanno consegnato il certificato per ivg e spiegato tutto, non riuscivo più a smettere di piangere, non riuscivo a credere che io stavo per fare una cosa del genere... Mi sentivo e mi sento una pessima madre ipocrita!!!!
Il 11 dicembre chiamai l'ospedale per fissare le date. Il 14 feci il colloquio con il ginecologo e comprai anche un'aspirale da inserire dopo l'intervento.
Il 23 dicembre presi un giorno di ferie dal lavoro e andai all'ospedale con tutta la mia famiglia (marito e bimbe) perché da sola non potevo andare. Non avevo nessuno a cui lasciare le bambine, per cui ho scelto di portare tutti con me.
All'ospedale ho spiegato all'infermiera che avevi le bambine con il papà in macchina in parcheggio al freddo. Lei, gentilissima, mi ha assegnato una stanza da sola e mi ha detto che potevano stare nella stanza senza problemi.
Dopo che mi ha fatto accomodare nella stanza mi hanno dato gocce tranquillizzanti e supposte vaginali per dilatare il collo dell'utero. Poi mi portarono via con il lettino, prima di entrare in sala operatorio, c'era un altra ragazza che domandò che intervento dovrai fare ? Ho avuto un nodo alla gola e mi vergognavo di dirlo ... Alla fine ho risposto: interruzione di gravidanza e sono scoppiata in lacrime. In sala operatoria, c'è stata un infermiera che mi ha tenuto la mia mano freddissima... Ma non ho voluto guardarla in faccia. Un'altra mi ha detto adesso sentirai che ti gira la testa, è il sedativo .... Poi non ho più sentito nulla. Una sensazione bellissima quando mi sono svegliata ... Pensavo che mi ero svegliata da un brutto sogno... Dopo qualche istante ho realizzato che non era un sogno. Ero nel mio letto dell'ospedale in un corridoio, nessun dolore. Poi mi portarono in camera. Sono rimasta in camera con le mie bimbe fino alle 15:30 e poi mi hanno dimessa. 
Mi aspettavo un intervento doloroso e traumatico. Invece nulla di nulla.
Quando sono arrivata a casa, ho cercato di fare finta di nulla e di andare avanti a fare la mamma come sempre, ero serena! Ma molto triste. Non ho mai pensato che un giorno, nella mia vita avrei dovuto fare una scelta del genere.
Di notte mi sveglio e penso a quello che è successo e poi mi dico : oramai non si può più tornare indietro. Si può solo andare avanti con quello che ho già, le mie fantastiche bambine.


Martina
Ho 19 anni e sono al mio primo anno di università. Ho sempre avuto dei lunghi ritardi ma a maggio, dopo un mese e mezzo, sentivo che non era un ritardo come gli altri. Ero a studiare a casa di una mia amica e lei aveva un test avanzatole mesi prima. All'inizio non lo volevo fare, ero spaventata, è come se dentro di me avessi già la risposta ma non volevo affrontare la realtà. Non riuscivo a studiare tranquillamente e le chiesi di darmelo. Neanche il tempo di finire di urinare che le lineette si erano già colorate. Sono scoppiata a piangere, mi sono sentita una stupida, un'irresponsabile, una cattiva persona. Forse perché sapevo già quale scelta sarei andata a prendere. Nel panico sono corsa al pronto soccorso e mi è stata fatta un'ecografia interna mentre continuavo a versare lacrime senza saperle fermare. La dottoressa mi guarda e mi dice "eh si, sono sei settimane+".
Quando ho chiamato il mio ragazzo non ci credeva, era spiazzato e continuava a chiedermi perdono. Non c era nulla da perdonare, l'amore l'abbiamo fatto insieme. Quando sono tornata a casa della mia amica ero completamente shockata, non sapevo come comportarmi o come reagire. Decisi di dirlo a mia sorella grande che abita con me. Le ho detto "ti devo parlare" e sono scoppiata in lacrime non riuscivo a spiccicare parola. Ho messo la mia mano sul ventre e lei ha capito subito. Era sconvolta ma cercava di tranquillizzarmi. Se nel mio percorso non avessi avuto lei al mio fianco non so a quest ora come si sarebbe evoluta la mia vita.
Il giorno dopo mi ha accompagnata in consultorio e lì ho avuto l'impegnativa della ginecologa per fare l'intervento. Dopo più di due settimane ero in camice aspettando il mio turno. Eravamo otto donne e io sono stata l'ultima. Quando le infermiere mi hanno portato giù insieme ad altre tre donne ci hanno fatto sedere in una specie di sala d'attesa e quelli, sono stati i minuti più tristi della mia vita. Una volta entrata ricordo solo l'anestesista che mi ha detto "stai tranquilla ora sentirai un po' di bruciore ma è normale" e poi niente, mi sono addormentata. Quando mi sono svegliata ero appena uscita dall'ascensore ed ero sul letto. Quel momento lo ricordo molto bene, sono scoppiata a piangere come non ricordo di aver mai fatto. Alle 17 sono venuti il mio ragazzo e mia sorella e alle 20 mi hanno dimessa.
Oggi è luglio e io sono ancora scossa e non c'è giorno in cui non pensi a come sarebbe potuto essere, a come lo avrei fatto crescere, se sarei mai stata capace. La scelta che ho fatto rimarrà la scelta più difficile della mia esistenza. Non è stato egoismo, è stata consapevolezza di non potergli dare ciò che ogni bimbo al mondo merita. Mi piace pensare che lui mi stia aspettando e quando sarò pronta staremo insieme per sempre. Nessuno può azzardare giudizi su di voi è la vostra decisione. Nessuno può fare insinuazioni e commentare perché loro nessuno sa.
Il mio ragazzo a 10 giorni dall intervento mi ha tradita. Dopo 5 anni nel momento peggiore della mia vita mi ha tradita. Allora continuo a ripetere a me stessa che quel bimbo è stato solo mio. Ad oggi sono infelice, non ho più certezze e mi sento sola anche se ho le mie amiche e mia sorella. Sono arrabbiata con la vita. Mi piace pensare che un giorno troverò la serenità senza sensi di colpa per la mia scelta e senza infinita rabbia per colui che ho amato incondizionatamente.


Roberta
Avevo 19 anni quando e successo, ora ne ho 50 e ancora ci penso, alla mia interruzione di gravidanza. Una sera dopo aver rivisto il mio ex ragazzo con il quale ero stata insieme 4 anni, abbiamo avuto un rapporto non protetto e qualche settimana dopo mi sono accorta di essere incinta. Ne ho parlato con lui che però non ha voluto saperne della cosa, non si è interessato della mia decisione e non mi ha assistito nei giorni seguenti. Avevo 19 anni, nessun rapporto con il padre e la testa piena di confusione. Ne ho parlato con le mie sorelle più grandi che mi hanno aiutata nella mia decisione prospettandomi tutte le conseguenze e prospettive di una scelta ed anche di quella opposta. Alla fine la decisione è stata la mia. Non era il caso di tenerlo se un padre non vuole saperne niente ne di lui ne di te, se una madre è indecisa e anche in fondo un po egoista. Mia sorella e un amica mi accompagnarono in ospedale e fu una giornata molto lunga, triste e piena di solitudine.
Sono passati 30 anni, ma ancora mi ricordo la paura per l intervento, la delusione per essermi ritrovata in quella situazione, per di più da sola e la rabbia e il senso di abbandono provocato dal disinteresse di quel ragazzo al quale avevo voluto molto bene e che, se anche in quel momento non eravamo più insieme, avrebbe comunque potuto essermi vicino e aiutarmi a superare quel momento. Mi ricordo ancora alcuni frammenti in sala operatoria, i commenti dei medici, il risveglio doloroso e il sonno nei giorni seguenti.
Sono passati 30 anni, ho due bellissime figlie che mi hanno ripagato di tutto, ogni tanto e più spesso in questo periodo (ho riallaciato i rapporti con il padre mancato), penso a questo figlio non nato - lo penso sempre al maschile - e ora, più di quando ero giovane, lo rimpiango. Sono ferite che non si rimarginano completamente, anche se la decisone è stata presa con consapevolezza e libertà. C'è sempre una parte di te che sa che hai fatto la scelta più facile e comoda in quel momento e che se non ti perdoni e in questo caso non perdoni anche il padre, non riuscirai mai a vivere in pace con te stessa. Ma forse è anche giusto cosi.


Gianna
Ho eseguito l'intervento il 2 agosto del 2012. Da allora non c'è un minuto al giorno che non ci pensi. Avevo 36 anni e indecisa fino all'ultimo giorno. Ho pianto sempre anche quando arrivata in ospedale mi diedero le pillole che provocano dolori simili a quelli mestruali sino all'intervento. Le pillole le diedero a noi 5 li per l'ivg intorno alle 12. Gli interventi iniziarono alle 14.30. Io ero l'ultima entrai in sala operatoria più o meno alle 17.30. Un' esperienza dolorosa sotto il profilo psicologico più che fisico. Ricordo in particolare che mi portarono nella sala antistante quella operatoria con altre 2 ragazze, io ero l'ultima nell'ordine. Pensavo che se fossi rimasta sotto i ferri me lo meritavo. Sapevo che stavo commettendo un errore ma non sono riuscita ad evitarlo. Ero come intontita, debole, non in grado di pensare razionalmente. In uno stato confusionale indescrivibile.
Vi spiego perché allora la ritenni una scelta quasi obbligata. Ero separata dal mio ex marito da oltre 2 anni. Avevo avuto quel mese due rapporti occasionali con due uomini diversi a distanza di un giorno. Non potevo neppure ipotizzare chi fosse il padre. Entrambi legati ad altre donne. Quando seppi della gravidanza pensai all'ivg come ad un'ipotesi lontana. In cuor mio avevo deciso di tenere il bambino e dare la notizia al padre una volta accertata la effettiva genitorialità. Ma il destino mi fece lo sgambetto. Dopo una settimana dal test positivo ritorna su i suoi passi il mio ex marito al quale allora ero molto legata. Ovviamente gli confesso subito della gravidanza e lui mi prospetta due ipotesi: il riconoscimento suo così che la gente non potesse parlare o l'IVG e un figlio tutto nostro subito dopo. Sono stata combattuta sino alla fine. Dovevo allontanarlo e decidere con autonomia, ma ero debole e confusa e mi sono appoggiata a lui che credevo vicino.
Penso che il mio percorso psicologico sia stato questo: non volevo che mio figlio avesse un padre diverso da quello biologico, al quale non avrei potuto mai dire la verità... non volevo che la mia vita diventasse una farsa per me, mio figlio i miei parenti... volevo una vita normale. Così ha prevalso il si e con dolore e mille dubbi abortii, pensando che di li a breve avrei riavuto il dono di essere madre con mio marito e in uno scenario pulito. Invece in pochi giorni tutto si è frantumato. Dopo l'IVG il mio ex marito mi confessò che non era più sicuro di volere una vita con me e mi trovai a distanza di 20 gg dall'intervento completamente e nuovamente sola. Il senso di vuoto che mi ha lasciato quell'esperienza è inspiegabile.
... I potenziali padri non hanno mai saputo dell'aborto. Oggi Dio mi ha perdonato e mi ha affidato di nuovo una vita di cui prendermene cura. Sono mamma (il mio ex marito nel frattempo è per me morto) di una bimba meravigliosa... ogni sera quando bacio lei per darle la buonanotte do un bacio all'angelo che ho buttato via 3 anni fa.


Catarina
Sono rimasta incinta all'età di 16 anni. Ero fidanzata da pochissimo, ma già ci conoscevamo... Non abbiamo, da incoscienti e anche a causa dei suoi problemi di erezione, usato precauzioni. Ho fatto il test insieme a lui dopo soli 3 giorni di ritardo perchè sentivo che il ciclo non sarebbe arrivato. Una volta letto il risultato positivo del test sono crollata. Me lo aspettavo ma, ovviamente, non lo speravo. Il mio fidanzato mi ha tranquillizzata e poi parlandone mi ha detto che lui mi sarebbe rimasto vicino ma che non si sentiva pronto a fare il padre e che dovevamo entrambi prima finire la scuola. Inoltre le condizioni economiche delle nostre famiglie non lo permettevano. Sono stata quasi forzata da lui a dirlo a mia madre che, come mi aspettavo, non ha preso bene la gravidanza. Perdere la sua fiducia è la cosa che mi fa più male.
Con lei ho fatto l'ivg con la pillola abortiva. Non ho avuto nessun antidolorifico e posso dire di non aver mai sentito dolori cosí forti.
Oggi, a distanza di 4 mesi posso dire che in parte è stata la cosa migliore.
Penso di aver fatto bene ad abortire a causa delle circostanze. Dopotutto ho solo 16 anni, devo pensare a finire la scuola, a trovare un lavoro e sistemarmi. Il mio ragazzo ha mantenuto la promessa di starmi accanto e dopo aver superato una cosa del genere siamo ancora più innamorati di prima.
Peró è una pessima esperienza. Non ho avuto la mia famiglia affianco come avrei voluto e soprattutto rimpiango di essere stata così stupida da commettere questo errore. Rimpiangeró sempre che il mio "bambino" ha dovuto pagare per l'errore dei suoi genitori immaturi, ma penso che sia stata la scelta migliore, in fondo, perché non sarei mai riuscita a dargli tutto ció che avrei voluto...

L'aborto farmacologico per la maggior parte delle donne non è tanto doloroso. Il 20% delle donne non sente nessun dolore. E per le altre, è inaccettabile di non darle un antidolorifico. (ndlr)


Milli
Ho 18 anni ed un mese fa mi sono sottoposta ad un ivg. Avevo rincontrato questo ragazzo con il quale ci eravamo persi di vista perché è più grande di me di 6 anni ed io avevo ancora 17 anni, ma è stato bello perché lui mi diceva che voleva che diventassi la sua ragazza. All'inizio mi ero illusa, ma già dopo un po di tempo che lo frequentavo mi resi conto che non era la persona giusta che poteva offrirmi una stabilità e tranquillità. Perciò con il cuore spezzato decisi di allontanarlo. Ho avuto sempre dei problemi con le mestruazioni dovuti alla presenza di una ciste, non mi preoccupava molto che da due mesi non avessi le mestruazioni. Ma dopo due giorni che compii 18 anni decisi per curiosità di fare un test di gravidanza, era positivo ...non credevo, pensavo fosse solo un "falso positivo", ma ero felice, perciò ne feci un altro il giorno dopo ed era di nuovo positivo...non ne parlavo con nessuno perché volevo decidere da sola, senza influenzamenti...avevo deciso di tenerlo, di diventare mamma, di rinunciare a tante cose ...a tante esperienze ...ma volevo il mio bambino...a lui lo dissi solo perché mi aveva scritto e mi è sembrato giusto metterlo al corrente dei fatti. La sua reazione è stata "tienimi fuori". Anche se lui si era tirato indietro, io ero contenta e prenotai la prima ecografia .. il giorno prima avevo paura che non avessi nulla nella pancia, invece c'era un piccolo fagiolino di 9 settimane che aveva un cuoricino che batteva. Avevo deciso di dirlo alla mia famiglia quando sarei entrata nel quarto mese, così non potevano in caso farmi abortire, ma lui inizio a dirmi che non riusciva a vivere con questo pensiero, che doveva dirlo ai miei perché io ero un'egoista a tenermi il bambino, mi spinse a dirlo a mia madre. Lei era d'accordo: l'unica soluzione è l'aborto. Due giorni dopo eravamo già in ospedale con il certificato d'aborto per prenotare l'intervento. La mia vita era un inferno, non potevo uscire di casa perché la pancia si inizia ad intravedere, piangevo solo, ho rimandato l'intervento tre volte, alla fine ero arrivata a 12 settimane, nel limite, e li dovetti affrontarlo credendo di riavere la mia vita. Ma non fu così, mi sentivo vuota, non avevo più dentro di me quello che desideravo. Sto male perché mi sento che un pezzo di me non c'è più. Se potessi tornare indietro...


Livia
Avevo 21 anni e mai avrei pensato che una cosa del genere potesse accadere proprio a me. Dopo un'adolescenza un po' turbolenta stavo finalmente facendo le cose per bene.. convivevo col mio attuale ragazzo da quasi 4 anni e frequentavo con ottimi voti la facoltà di infermietistica. Avevo anche recentemente adottato un cane!
Dopo 4 scrupolosi anni di pillola anticoncezionale ho dovuto interromperla poiché mi aveva causato un aumento del colesterolo x non parlare di tutti gli altri effetti collaterali che mi stava provocando. Io e il mio ragazzo decidemmo di usare il preservativo e fin lì tutto bene.. finché non si è rotto!! Essendo in amenorrea da 7 mesi credevo di non essere fertile e mi riusciva difficile accettare l'idea di rischiare una gravidanza. Abbiamo sottovalutato la cosa finché mi resi conto che certi segni e sintomi erano inequivocabili. Durante il tirocinio universitario in ospedale avevo nausee continue e poi il seno mi era ingrossato e l'addome era teso. Credevo fosse la sindrome premestruale ma alla fine decisi di fare un test e.. diventò immediatamente positivo!! Credevo di morire d'infarto, nn poteva essere vero, non a me!! Non potevo accettare di aver fatto un errore così grande. Volevo solo cancellare tutto. Se non potevo più rimediare avrei dovuto rimandare di almeno un anno la mia laurea da 110 e lode, avrei deluso profondamente la mia famiglia e avrei avuto un figlio per il quale non eravamo pronti né economicamente né psicologicamente.
Il mio ragazzo preferiva abortire ma mi ha sempre detto che mi avrebbe sostenuta qualsiasi cosa avessi scelto. Io tanto ero già convintissima e andammo al consultorio per la visita. Ebbene ero incinta di 6 settimane e mi consigliarono l'intervento perché l'embrione sembrava crescere molto rapidamente. Accettai subito e furono tutti molto disponibili cn noi. Dovevo solo aspettare la data dell'intervento e tenere duro fino a quel giorno, continuando a studiare, ad andare in tirocinio etc.. senza far capire a nessuno che ero incinta. Era il nostro segreto..
Il giorno dell'intervento sapevo già cosa aspettarmi (d'altronde studiavo da infermiera!!) e il mio ragazzo mi è sempre stato accanto. È andato tutto bene, ho dormito tanto, il dolore era sopportabile, medici e infermieri tutti gentili e professionali. Il giorno dopo era tutto come prima.
Mesi dopo mi sono laureata con lode, adesso lavoro e sto ancora col mio ragazzo. Col tempo ho confessato la cosa a mia sorella e mia mamma ed a qualche amico e le loro reazioni sono state meno tragiche del previsto. Tuttavia non sono uscita illesa da questa storia, ogni giorno penso a ciò che ho passato. Non ho rimpianti per la mia scelta perché sento di aver preso la decisione giusta ma vorrei dire alle giovani donne come me di stare sempre attente ad evitare queste cose. Io potevo risparmiarmi questa traumatica odissea di ansia e delusione (corredata da intervento chirurgico) se solo avessi preso la pillola del giorno dopo a seguito della rottura del preservativo. Dobbiamo sempre pensare al nostro bene anche se a volte è dura affrontare situazioni che ci spaventano. Ogni ragazza DEVE amare se stessa e tutelarsi sia fisicamente che emotivamente da problemi del genere che sono evitabilissimi!! Non perdete mai la razionalità e amate voi stesse, sempre!


Valentina
Mi ricordo tutto di quel ciclo, di quei giorni, delle date...proprio io che sono una gran smemorata e do così poco peso ai numeri. Era un mercoledì, e dopo una giornata di lavoro decido di andare a comprare un test di gravidanza. Avevo un ritardo di un paio di giorni e il dubbio di essere incinta era sempre più forte. Compro il test, torno a casa..e due linee positive mi confermano i miei dubbi. So da subito che non posso tenerlo, ho un contratto lavorativo che scade fra pochi mesi oltretutto part time, spendo quasi tutto in affitto e il mio ragazzo è un 30 enne ancora mantenuto dai genitori.
La sera lui torna a casa dopo due settimane che non ci vediamo (era fuori città per un lavoro saltuario) e gli confesso subito la novità. Lui ci rimane molto male, si siede e prende la testa tra le mani, sembra disperato. Gli dico che non voglio tenerlo...per tutta la sera non ne parliamo piu. Lui il giorno dopo riparte per il lavoro.
Io resto da sola...sono in situazione di vera tristezza, tutto mi fa venire da piangere. Mi ripeto che è l'unica scelta, che non abbiamo i soldi, che i miei genitori stanno vivendo un momento economico difficile. So che è la scelta migliore. Ma da un'altra parte spero che lui al ritorno dal lavoro mi convinca a tenerlo, a formare una famiglia. Spero che il destino non sia già segnato.
Quando lui torna, ne riparliamo...ma alla fine la scelta è praticamente obbligata. Non possiamo avere un figlio.
Faccio tutto l'iter burocratico per l'aborto, prima test delle urine in farmacia poi visita dal ginecologo per potermi recare all'ospedale a richiedere l'interruzione. Mi danno l'urgenza perchè voglio praticare il metodo farmacologico. In una settimana è il momento della prima assunzione, due giorni dopo torno in ospedale a prendere l'altro farmaco quello per l'espulsione. Tutto finisce in fretta, e io esco dall'ospedale bianca come un cencio e con una tristezza infinita addosso. Piango per giorni, mi sento inconsolabile. Piano piano tutto torna alla normalità, ma a distanza di mesi mi ritrovo ancora a piangere in alcune giornate senza alcun motivo apparente. Quello che desidero adesso è sistemare la mia vita, voglio sposarmi, costruirmi una bella casa e fare di tutto perchè io possa tornare ad essere incinta ma questa volta felice. Voglio poterlo dire ai miei amici, a mia madre, alle mie colleghe senza provare vergogna. Ho tanta paura che questo non accadrà, il mio ragazzo non lavora e non vuole assolutamente cercarsi un lavoro normale per poterci sistemare. Continua a voler provare a fare il regista senza successo alcuno. Io ho un lavoro che mi piace molto, ma per cui guadagno molto poco... non so come andrà a finire. So che questa esperienza mi ha reso molto triste.


Alice
Proprio oggi ho abortito...non mi piace questa parola, fino ad oggi non l'ho mai voluto usare. Ho 26 anni e da sempre so che un giorno vorrei essere madre. Ma quando, ormai due settimane fa, ho scoperto di essere incinta, ho saputo sin da subito che questo bambino non l'avrei mai conosciuto. Il motivo sta tutto nei soldi, nella disponibilità economica...ho un lavoro precarissimo, con contratto che mi scade a giugno e il mio ragazzo si fa ancora pagare l'affitto dai genitori. Come avremmo potuto fare? Oggi ho preso le pillole per espellere l'embrione, dopo aver preso la Ru 2 giorni fa. A livello fisico è stato sopportabile, ma da quando sono tornata a casa non faccio altro che piangere. Mi chiedo come andrà avanti la mia vita, se riuscirò a concludere qualcosa e se finalmente arriverà il giorno in cui potrò decidere di avere un figlio. Sono molto triste, e ho paura di rimanere triste per moltissimo tempo. Ho anche paura di non riuscire più ad avere un altro figlio...spero tanto di riuscire a ritrovare la forza per riprendermi.
Ho deciso di scrivere la mia testimonianza, perché leggere le altre mi ha aiutato molto.


Binia
Quando l'ho conosciuto è stato un amore a prima vista per entrambi fortissimo. Una storia travagliata, lui con una compagna e un figlio, ha lasciato tutto nel giro di due mesi per stare con me. Non mi sarei mai aspettata da me una situazione del genere, ma capii che di fronte un sentimento reciproco così forte poco si poteva fare, e i tentativi di evitare sofferenze agli altri e chiudere la nostra storia sul nascere furono vani.
Dopo 4 mesi di amore puro i suoi ripensamenti, i suoi sensi di colpa, il suo aver fatto tutto affrettatamente, la sua nostalgia per il figlio che non riusciva a vivere più come prima, la sua difficoltà economica, il suo non essere autonomo come uomo . . . la sua decisione di tornare a casa, seppure da una donna che non ama ma in una situazione di convenienza e di vicinanza col figlio. Ma è difficile chiudere una storia così e dopo un paio di mesi di strazio per me decidemmo di stare insieme un'ultima volta. La volta fatale . . . mi accorsi che qualcosa non era andata come al solito, chiesi subito conferma a lui, ma mi disse di non preoccuparmi, e sapendo che la situazione era quella che era, non potevo certo pensare che fosse superficiale cosi come lo è stato. Cosa gli costava dirmelo subito, c'erano soluzioni meno traumatiche sicuramente.
Dopo 7 giorni di ritardo dal ciclo e diversi malesseri e sintomi decido di fare il test, giusto perchè sono un orologio svizzero, mai avrei immaginato la positività! Uno shock immediatamente chiamo lui e gli dico che lo avrei raggiunto a lavoro. Una volta lì....il baratro. Mi ha iniziato a urlare contro che noi non stavamo insieme, che era finita e non ci saremmo mai più tornati insieme. Che era stato un incidente, che dovevo trovare la soluzione per farmelo togliere quel bambino!come se fosse un oggetto, con tono perentorio mi urlava addosso...lui la persona che avevo amato di più in vita mia...non mi aspettavo facesse i salti di gioia, ma gridarmi fatti togliere questo bambino, non lo volevamo nessuno dei due, se ti servono soldi chiamami.
L'ho pregato in lacrime di sparire dalla faccia della terra e sono andata via. Mai più una telefonata da parte sua. Sono stati giorni durissimi, la razionalità di sapere di non poter portare avanti una situazione così da sola e di avere tutta la vita davanti per mettere al mondo un bambino nell'armonia di una famiglia con un padre e una madre alle spalle si contrapponeva ogni momento al cuore che mi faceva apparire come un mosto. I sintomi erano fortissimi, le nausee mi uccidevano, le emicranie mi costringevano a sonni lunghissimi. Il silenzio con la mia famiglia, che sicuramente mi avrebbe supportato, ma la paura di deluderli e di caricarli di un peso perchè avrebbero dovuto aiutarmi in tutti i sensi quando invece un nipote è solo una gioia immensa, era insostenibile.
Presi la decisione di interrompere la gravidanza nella consapevolezza che sarebbe stato un evento che non avrei mai più dimenticato nella mia vita e che purtroppo era l'unica decisione possibile visti i presupposti inesistenti. Ero sola, io e il mio bimbo/a fino a che il giorno dell'ecografia ho scoperto che eravamo in tre.... la gravidanza era gemellare....il colpo più duro. Il mio sogno, il mio desiderio più grande che andava ad infrangersi. La mia ginecologa parlando per ore capì che non ero pronta, l'istinto materno in me era distrutto dalla delusione subita. Mi fece il certificato. Provai subito per la pillola ma le liste d'attesa lunghissime mi facevano scavallare la 7 settimana e quindi non potevo più assumerla.
Tra due settimane ho l'intervento, l'attesa è la cosa peggiore, vorresti quel giorno non arrivasse mai a momenti e altri purtroppo vorresti che fosse domani. Ho paura .... Mi vergogno a pensare che ho fatto la scelta giusta e mi sento sollevata ma purtroppo sarà così. Leggendo molte testimonianze mi sono sentita la vicinanza di tante donne che hanno affrontato con coraggio questa scelta dolorosissima e mi sono sentita meno sola. Le donne forti sono come uragani.
Diventano indomabili, quasi irraggiungibili. Sorridono e ingoiano lacrime. Loro, sono le donne che fanno la differenza!!!


Martina
La mia interruzione di gravidanza è avvenuta l'11 maggio scorso. Allora avevo da poco 19 anni, prendevo la pillola e stavo da quasi due anni con il mio ragazzo. Dopo una serie di macelli fatti con la pillola, un giorno mi rendo conto di avere un ritardo di qualche giorno, cosa abbastanza strana per il mio ciclo già regolare, ma reso ancor più regolare dall'assunzione della pillola. Così aspetto un paio di giorni e il giorno di S.Valentino, dopo aver "festeggiato" in maniera molto spartana con il mio ragazzo, vado in farmacia e compro due test. Nonostante fosse sera e generalmente si consigli di usare le urine del mattino, non ho resistito dal fare il test... NEGATIVO. Sono esplosa in danze di gioia, esultando e saltando per casa. Quando però noto che il ciclo tarda ancora ad arrivare, faccio il test decisivo. Il risultato è scontato...panico, testa impallata per 24 ore.
La sera ne parlo con il mio ragazzo e ci troviamo entrambi concordi nel pensare che non siamo pronti ad essere genitori, così ci accordiamo per andare l'indomani in consultorio. Quella notte non ho chiuso occhio nemmeno per sbattere le palpebre, ricordo che la mia ragione e il mio cuore hanno bisticciato per giorni. Confusa sul da farsi e preoccupata di sapere il prima possibile di quanto ero, decisi di rivolgermi ai miei genitori, entrambi persone da sempre molto comprensive. L'11 maggio ero in ospedale, dove il mio ginecologo, il Dottor ... (è una persona ed un medico eccelso), ha interrotto la mia gravidanza di 6 settimane e 2 giorni. Il personale che mi ha assistito è stato delizioso e discreto. Dopo l'aspirazione ho assunto dei medicinali per una settimana, ma a parte il giorno dell'intervento non ho avuto alcun problema, ne dolore. Pianti, vuoto, certamente si fecero sentire.
Oggi la ferita è ancora aperta e se ci penso, il magone sale, ma quando non si è pronti, quello si che lo si sa bene... Io e il mio ragazzo stiamo ancora insieme, nessuno ha mai rinfacciato nulla all'altro e questa cosa ci ha, anche se tristemente, uniti molto. Una cosa di cui sono certa però è che questa esperienza mi ha come "anticipato" il desiderio di diventare mamma. Il consiglio che posso dare è di non lasciarsi influenzare da chi, davanti ad una gravidanza vi sprona ad agire secondo "etica" o "moralismo": la famiglia è l'istituzione più importante per tutti noi, quella che ci cresce, ci forma, educa, e proprio per questa ragione non si può improvvisare.


Tina
Ho quasi 25 anni e 2 bimbi piccoli voluti con tutto il cuore, la grande 3 anni il più piccolo ha 1 anno.
Tengo a precisare che questo mese è stato un mese difficile per vari malanni e operazione a mio figlio piccolo, perciò so con precisione che abbiamo avuto solo 1 rapporto e mai avrei pensato che sarei rimasta di nuovo incinta sapendo che con gli altri 2 bimbi ci abbiamo messo 2/3 mesi provando anche tutti i giorni. Dopo esattamente 2 settimane dal rapporto feci un test di gravidanza perchè dovevo assumere un antibiotico e volendo stare serena lo feci con la tranquillità più assoluta e invece.....risultato positivo..reazione? di primo acchitto felice e stranita, ormai sapevo cosa si provava, cosa andavo incontro ecc... subito dopo panico, ho realizzato che non sarebbe stato il momento giusto per mooooltissimi motivi personali.
Perciò dopo notti insonne e pianti perchè sapevo che non potevo tenerlo chiamai il ginecologo, da li psicologicamente un calvario, mi spiego meglio: sono andata giù per un eco, ma era troppo presto, non si vedeva nulla se non un piccolissimo puntino nero (meglio cosi sia per l'ivg farmacologica sia per il fatto psicologico di vedere il cuoricino battere). Ritornai 2 giorni dopo per ulteriore esame ecografico e ancora nulla, ma dal esame del sangue i valori erano raddoppiati (crisi assoluta, per me lui c'era, era li e voleva nascere, queste le frasi che mi dicevo), ma tutto mi portava a dire ADESSO NO, NON LO VOGLIO !! è stata una lotta fra me e me, ho avuto vicino mio marito, mia mamma, una mia amica e il mio ginecologo che sempre più lo ammiro del amore che ha per il suo lavoro, devo ringraziare loro se ora sono felice e serena della scelta che ho fatto ...
2 giorni fa sono stata in clinica dove ho assunto la prima pastiglia e oggi le altre 2 ..poche ore fa ho avuto il distacco, mi sento libera e serena anche se internamente mi dico che ridarò la vita a questo esserino, arriverà il momento giusto, ne sono sicura. Non abbiate paura a decidere perchè tutto ha il suo tempo e sono sicura che tutte noi possiamo dire "si lo tengo, la vita andrà avanti", ma un figlio non è un giocattolino, la mamma deve poter vivere una gravidanza serena e felice NON FORZATA !!! I figli ti cambiano la vita, io lo so bene e sono la cosa più bella che io abbia potuto fare, anche se a 20 anni, ma devono essere VOLUTI per poter garantire loro una serena vita.


Concy
Il 25 settembre 2014 ho fatto l'IVG. Premetto ho già un bimbo di 19 mesi ed è la mia VITA.. e lo sarebbe stato anche questo piccolino. Purtroppo, per problemi di NON LAVORO da entrambi noi genitori, non ci siamo sentiti di portarla avanti. Penso che prima di tutto bisogna mettere al primo posto il bene dei figli, e oggi se almeno uno dei genitori non ha un lavoro chi ne soffrirà saranno proprio loro... E allora se non riesco a garantirgli una condizione economica, non dico agiata, ma perlomeno riuscire ad arrivare a fine mese, che futuro darò? Lo vedo con il primo, stiamo facendo una fatica enorme...
Al colloquio al consultorio mi hanno solo chiesto se ero realmente convinta, senza chiedermi motivazioni e quant'altro, e anche le infermiere dell'ospedale sono state cordiali. L'intervento è andato bene. Diciamo che sono stata titubante se farlo o no. Ecco una cosa che avrei preferito è che ci fosse stato al mio fianco il mio compagno per poterlo guardare negli occhi e chiedergli se stavamo facendo la scelta giusta.
Purtroppo il dopo intervento è quello più difficile. Fisicamente stavo bene ma moralmente ero giù. È ancora una ferita troppo aperta e dolorosa..
Mi da la forza il mio Bimbo, e penso quanto è stato fortunato lui a venire al mondo e strafortunati noi ad averlo conosciuto e ad averlo accanto.


Elvira
Ho fatto da due giorni la mia seconda interruzione di gravidanza.
Ho un bambino meraviglioso di 5 anni e un compagno che amo e mi ama, ma col quale è difficile capirsi.
Ho da raccontare due esperienze totalmente diverse! Il mio bambino è stato concepito per sbaglio (preservativo ? ) dopo solo due mesi di inizio della relazione col mio attuale compagno. Lui era al settimo cielo io no, ma l'amore e la voglia di essere mamma a 26 anni mi hanno dato la spinta giusta! Lavorando col corpo (sono acrobata) ero costretta a fermarmi dal fare ciò che più amo, il mio lavoro! questo mi ha fatto fare nove mesi di inferno con nausea e vomito 2 volte al giorno tutti i giorni fino al momento subito prima del parto e un esagerato liquido amniotico che mio figlio alla nascita aveva bevuto e stava per lasciarci le penne!
Una gravidanza orribile terminata però con la scoperta di un amore unico!!
Due anni dopo scopro di essere nuovamente incinta ancora più misteriosamente... Reagisco con una gioia incredibile e un benessere che sentivo dappertutto! Potevo permettermi di fare un altra pausa senza paura di perdere nulla, sta volta avrei fatto altro per andare in scena! Dopo due mesi il mio compagno va in panico e comincia a chiedermi se sono sicura, litighiamo, arriviamo alle mani anche davanti al nostro bimbo e così incominciano le nausee pesanti, il vomito e il gonfiore esagerato.. Decidiamo di non tenerlo per non rischiare di separarci .. Tutto, visite ecografie e informazioni in Piemonte mi vengono date con facilità senza giudizio, senza troppi problemi o attese, il giorno stesso io non lo voglio più fare e neppure lui, ma siamo già lì sotto. Guardo mio figlio e mi dico che lo faccio per lui, perché possa avere la fortuna di due genitori uniti, non come noi, figli di separati, il mio compagno addirittura affidato ai nonni. L'intervento va bene, non aspetto molto e non me lo
fanno pesare.. Per molti mesi dopo i litigi esagerano, io do la colpa a lui di aver fatto ciò che non volevo fare.. Piano piano superiamo, ma a me resta la paura di fare l'amore e a lui il non sentirsi amato perché mi concedo troppo raramente.
La seconda volta rimango incinta dopo cinque giorni di ritrovato desiderio, dopo tanto tempo ritrovo il piacere di fare l'amore con lui, ma il preservativo lo abbiamo messo troppo tardi! Quando leggo il risultato del test, sento una rabbia profonda! E la vivo come un castigo che mi viene inflitto.. Subito gli dico che dobbiamo tenerlo perché ho sofferto troppo la prima volta, ma poco dopo mi rendo conto che non lo voglio! Non abbiamo soldi e sicurezze neppure per nostro figlio che tra poco inizierà scuola e se mi fermo dal lavoro non so proprio che fare e non ne ho voglia! Inizio subito a stare malissimo, la nausea istantanea e continua, dolori addominali e al seno, se non mangio secco in continuazione, vomito.. Faccio una crisi da pazza, quasi mi suicido e non riesco a vedere mio figlio che è lì e che amo.. La decisione del secondo aborto questa volta è necessaria per salvarmi! Il percorso è molto più difficile, ho dovuto girare diversi consultori e non mi hanno aiutato a fare il farmacologico, mi hanno messo più di qualche volta i bastoni tra le ruote e se non conoscevo bene i miei diritti, forse mi sarei trovata costretta a pagare o addirittura a tenerlo per forza, dopo insistenze, finalmente a Chioggia trovo una persona che capisce suo malgrado che non mi faccio più prendere in giro e messa alle strette, mi da l'appuntamento! Peccato che sono entrata alle 7:20 e dopo un andata e ritorno dalla sala operatoria due dico due volte! Mi hanno fatto l'intervento alle 16:15 e alle 17:10 rincitrullita ero già fuori ..
Mi sono sentita subito sollevata e il senso di colpa tornava a quell'esserino che avrei tanto voluto qualche anno fa, ma l'ultimo per me ha proprio sbagliato momento, mi spiace...
Io credo che le due anime possano ritentare, per la verità sono convinta che la prima oggi abbia due anni e sia una bimba bellissima che ha scelto due genitori poco lontani da noi e che con mio figlio gioca da dio e si vogliono uno strano bene fraterno.. Forse è un pensiero pazzo nel quale mi rifugio, ma mi aiuta tanto.


Messalina
Ho quasi 19 anni, ma adesso me ne sento molto di più. Nella mia vita avevo messo in conto tutto, tranne una gravidanza a 18 anni. Ero la studentessa perfetta, la figlia perfetta, l'amica fidata e la fidanzata che tutti avrebbero voluto, in realtà dentro non ero nulla di tutto ciò. Una sera mentre stavamo facendo l'amore io e il mio ragazzo si ruppe il profilattico, il giorno dopo presi la pillola del giorno dopo, e così mi tranquillizzai. Quando ebbi il mese di marzo 10 giorni di ritardo, feci il test di gravidanza e mi crollò il mondo addosso, POSITIVO, avevo solo 18 anni e una vita davanti. Chiamai il mio ragazzo e gli dissi queste parole " IO NON LO VOGLIO". Quando andai dalla ginecologa con grande stupore ero già di sei settimane.
Mi trovavo dentro a una situazione più grande di me stessa e non sapevo come uscirne. Io e il mio ragazzo decidemmo di non dirlo a nessuno, ne amici, ne parenti, ne genitori, era qualcosa di troppo difficile da spiegare, e troppo facile da giudicare. La mia vera salvezza è stato LUI, lui che dal primo giorno fino all'ultimo mi è stato accanto, in tutto e per tutto, fisicamente e psicologicamente, senza di lui io sarei crollata il giorno dopo. Il mio ragazzo mi disse devi decidere tu, lo vuoi tenere, benissimo lo teniamo e io sto con te, vuoi abortire? io ti appoggio anche in questo. Non ebbi nessun dubbio, avevo una vita davanti, progetti, speranze, sogni da realizzare e portare avanti la gravidanza avrebbe significato rinunciare a tutto e poi non ero pronta neanche fisicamente, non ero proprio pronta. La decisione è stata troppo sofferta e dolorosa, non ne volevo e potevo parlare con nessuno, la notte ci piangevo, pensavo se avessi avuto qualche anno in più, lo avrei tenuto. Sono atea, ma una coscienza ce l'ho anch'io, inoltre era frutto dell'amore con il ragazzo che per me sarà l'uomo della mia vita, l'uomo con cui avrò dei figli. Ma la decisione l'avevo già presa, era giusto per me, per lui. Insieme iniziammo il lungo calvario, tra medici, ospedali, visite, prelievi, firme, carte burocratiche, giorno dopo giorno mi spegnevo, non avevo la forza di reagire, vivevo perchè dovevo farlo e non con la gioia di farlo. La sera prima dell'intervento avevo paura e ansia, pensavo, ma sto facendo la scelta giusta?
Ma quando entrai in quella clinica ogni dubbio svanì, era quella la scelta giusta, feci l'intervento e quando uscii mi sentii libera, rinata, avevo ripreso in mano la mia vita, ero una bambina che era tornata a sorridere. Sono dell'idea che un figlio va desiderato, non accettato, posso accettare una malattia, un tradimento, un brutto voto a scuola, ma non un figlio. Domani sarò quella madre splendida e affettuosa che oggi non sono potuta essere, domani amerò i miei figli come non mai, avrò dei figli con l'amore della mia vita. Ma oggi non era fattibile. L'aborto non è un omicidio, è dare la possibilità ad una donna di decidere della propria vita e non trattarla solo come un contenitore biologico, l'aborto è avere il massimo rispetto e sensibilità della donna.
Io sono uscita molto cambiata da quest'esperienza, sarà qualcosa che non dimenticherò mai e mi porterò dentro per tutta la vita, come non dimenticherò mai il viso del ginecologo che mi ha operato, l'anestesista, le ragazze che hanno abortito con me, sono cose che ti segnano. Ma soprattutto ho avuto al mio fianco una persona che non mi ha vincolato a nulla, si è comportato come un grande uomo, nonostante la sua giovane età e mi è stato affianco dalla prima visita, all'ultima visita di controllo. NON FATEVENE UNA COLPA, OGNUNA DI NOI E' LIBERA DI SCEGLIERE SE PORTARE AVANTI O MENO UNA GRAVIDANZA, CHI MEGLIO DI NOI PUO' SAPERE SE RIUSCIRA' A SOSTENERE UNA COSA DEL GENERE OPPURE NO?


Federica
sono rimasta incinta quando avevo 17 anni, ero fidanzata con un ragazzo da circa 6 mesi, vivevo la mia prima storia d'amore, vedevo il mondo a cuoricini. Quando abbiamo scoperto che ero incinta, lui era entusiasta della situazione, ed io inizialmente mi sono fatta trascinare dalla scia di eventi ed emozioni ed ero combattuta sul da farsi.
La mia paura più grande era doverlo dire ai miei genitori, la delusione e il dispiacere che avrebbero provato erano troppo grandi. Mi avevano spiegato in consultorio che se avessi deciso di abortire avrei potuto farlo tramite l'assistente sociale e il giudice, ma era una cosa troppo troppo grande e pesante da affrontare da sola, così dopo diversi giorni dalla scoperta decisi di parlarne con loro. I miei genitori sono divorziati e per assurdo avendo un carattere più simile a quello di mio padre decisi di parlarne prima con lui. La notizia l'ha letteralmente scioccato, ma con tanta tenerezza mi ha capita e non sgridata, e il suo consiglio viste le circostanze è stato quello di interrompere la gravidanza.
Ho impiegato diversi giorni a parlarne con mia madre visto il suo carattere duro, e infatti la sua reazione fu peggiore di quella che mi aspettavo. Alla fine pur avendo il mio fidanzato e la sua famiglia contrari alla scelta che ho poi fatto, ho deciso di seguire il consiglio di entrambi i miei genitori e ho dunque interrotto la gravidanza.
Quella mattina andammo in ospedale presto io, mia madre e il mio fidanzato, mio padre ci raggiunse lì. L'infermiera visto il fatto che ero minorenne acconsenti a far entrare mia madre in camera. Mi hanno portata in sala operatoria, e al mio risveglio ero in camera con mia madre e a turno il mio fidanzato e mio padre.
Oggi ho 25 anni e non sono più insieme al ragazzo di allora. Ripensando a quell'esperienza sono grata ai miei genitori per avermi aiutata a prendere la decisione che ho preso, per me la più giusta. Io non ero pronta a rinunciare a tutto, la scuola, la mia adolescenza. Il consiglio che posso dare è: non affrontate questa cosa da sole, i genitori si arrabbiano, rimangono delusi ma capiscono che in una situazione più che mai si ha bisogno di loro, e in fondo il compito di un genitore è di esserci sempre e comunque per i propri figli.


Elena
Ho 22 anni e frequento l'università. Ho scoperto di essere incinta solo alla sesta settimana di gravidanza, in quanto ho un ciclo molto irregolare e non avevo dubbi avendo sempre usato il preservativo. Una notte feci un sogno strano..ero in un bar vicino a casa mia con la mia migliore amica e il mio ragazzo, quando d'un tratto sentii delle perdite.. guardai i pantaloni e avevo sangue che sgorgava senza cessare. Credetti fosse un segno che mi avvertisse che le mestruazioni erano in arrivo. Qualche giorno dopo la mia migliore amica passò a prendermi e con il suo supporto e sotto consiglio della ginecologa ho fatto il test: positivo. Sono andata nel pallone, non riuscivo a crederci. Ho chiamato subito il mio moroso, col quale sto da tre anni e mezzo. Mi disse di non preoccuparmi e che ne avremmo parlato a voce. Andai dalla ginecologa e anche lei, incredula (dato che mi fece un'ecografia con esito negativo la settimana prima), dovette rassegnarsi a quel risultato. Mi guardò e iniziò a elencarmi un sacco di cose, io non riuscivo a capire nulla, mi diede i fogli stampati.. era per la richiesta di ivg.
Andai a casa ancora allibita e ne parlai con mia madre.. lei mi disse che non dovevo preoccuparmi e che dovevo fare quello che mi sentivo.. mio padre, quando glielo dissi, invece, non mi parlò per tre giorni.. feci le beta, e da lì seppi che ero alla sesta settimana.. alla fine mio padre si decise a rivolgermi parola.. resoconto dei vari discorsi di tutta la mia famiglia? Dovevo pensar al mio futuro, a laurearmi e a farmi una carriera.. mi sentivo in colpa e anche una delusione e uno spreco di soldi per i miei.. il mio moroso è disoccupato e a me manca ancora molto alla laurea.. decidemmo allora di andar a prender appuntamento per l'ivg..
Ma io iniziavo a sentirmi strana.. smisi di fumare, di bere alcolici e caffè e di prender medicinali.. volevo proteggere il mio bambino.. fu li che capii che l'istinto materno prendeva il sopravvento. Mi dissero di fare un'ecografia per la datazione. Stetti tutto il tempo con il volto girato, non volevo vedere. Ma sentii il cuore. Fu una sensazione stranissima. Mi dissero che nonostante l'ultima mestruazione l'avessi avuta 10 settimane prima, ero solo di 7+1. Risposi che era dovuto al mio ciclo irregolare e li il medico borbottò qualcosa riguardo le mie ovaie, che tendevano al policistico. A casa guardai su internet e lessi di tutto e di più. Ripresi allora appuntamento dalla ginecologa perchè se davvero in futuro avessi avuto problemi a concepire, questo bambino l'avrei tenuto. Alla fine erano solo multifollicolari, ma vidi l'embrione. Seconda sensazione stranissima. Sentii una morsa al cuore. La data dell'intervento me la fissarono a due settimane sucessive, ovvero tre giorni fa. Non ero convinta, ma sentivo dirmi da tutti che era la cosa migliore per me. Il mio unico pensiero invece era che l'aborto era la cosa migliore per tutti, perchè avrei gravato sulla situazione economica dei miei e dei genitori del mio moroso.
Ho scelto pensando a tutti, non a me. Credo sia una cosa razionale. Io sono sempre stata contro l'aborto e questa cosa mi uccideva.Ma l'idea di non poter sostenere economicamente da sola i bisogni del mio bambino e il sentirlo definire ''problema'' mi faceva stare male. Non era voluto ed era visto come una distruzione della mia vita. Io invece lo vedevo come un peso e un torto ai miei genitori, che si son sempre fatti in quattro per me.
Feci l'ivg con anestesia locale. Macabra, si sente tutto nel dettaglio. Piango ogni notte. Ormai da 2 settimane e mezzo. Ho fatto la cosa più giusta per tutti. Alla fine, cosi l'unica a starci male sono io. Se lo avessi tenuto avrei fatto soffrire tutte le persone a me care. è una cosa che lascia un segno indelebile che non credo si rimarginerà. Ma ora i miei genitori dormono di nuovo la notte.


Ferruccina
Non ricordo molto di quel giorno...le poche cose che riesco a ricordare sono quel bacio sulla fronte prima dell'intervento, il conto alla rovescia, le luci della sala operatoria, poi il buio. Avevo 19 anni, ora ne ho 24 ed ero traumatizzata.
Rimasi incinta perchè credevo nelle favole, ancora troppo bimba per poter credere che potesse succedere proprio a me. Vivevo una storia d'amore bellissima di 2 anni, ci amavamo molto, ma fu un shock quando lo scoprii. Iniziammo a pensare insieme... eravamo tutti e due studenti, spensierati e vivevamo a 900 km di distanza ...non fu possibile, e io non me la sentii di fare quel grande salto. Feci tutto da sola, ero terrorizzata all'idea che i miei genitori potessero giudicarmi male, ero la figlia femmina perfetta, la brava ragazza! Mi confidai solo con le mie 2 amiche più strette, loro mi rimasero vicino per tutti i giorni prima del giorno dell'intervento, il mio ragazzo non potè restarmi accanto e giurò che sarebbe venuto il giorno dell'intervento.
Andai a farmi le analisi da sola, presi la macchina e guidai per due ore anche dopo al ritorno. Poi arrivò quel giorno. Dissi a mia madre di dover andare a Roma tutto il giorno per via dell'università. Partìì con le mie amiche e il mio ragazzo. Ricordo di aver aspettato dalla mattina sino alle 16 del pomeriggio, poi venne il dottore, mi prepararono e mi trasportarono in sala operatoria. Contai 10 9 8 7 ... e già ero nella mia stanza ad aspettare che mi riprendessi per tornare a casa. Non ci volle molto. Dopo qualche flebo tornai a casa. Cenai a tavola con i miei genitori e non riuscivo ad alzare gli occhi per guardarli in faccia. Ero sconvolta, ma serena. Tutto andò bene. La cosa che più mi rattrista è l'aver fatto tutto di nascosto da mia madre e non aver potuto sfogare la mia sofferenza a lei che meglio di tutte poteva capirmi. Oggi sono una donna e lo sono diventata anche grazie a questa brutta esperienza. Mi auguro che possiate trovare conforto nelle persone a voi più care. Non  abbiate paura. Se sapete che è la cosa giusta per voi, allora fatela!


Loredana
Ho scoperto di essere incinta ed é da circa dieci giorni che nella mia mente é prevalsa tanta sofferenza, non lo desidero un bambino oggi poiché mi ritrovo, all'età di 35 anni, ancora a casa con i miei genitori, avendo un lavoro buono che mi gratifica solo l'estate, anche se riesco tranquillamente a spesarmi da sola nel mio piccolo, essendo tranquilla dal punto di vista economico poiché non pago affitto. Molte ragazze possiedono la libertà di non mettersi poi tanti problemi se arriva un figlio e riescono a farlo crescere anche con l'aiuto dei propri genitori, ma a me non va proprio chiedere di essere sottocarico anche con mio figlio. Il mio ragazzo con cui porto avanti la storia, al momento vive con i suoi genitori in cerca di un lavoro. Lui forse é talmente ingenuo al tutto che mi ha detto pure di tenerlo, che tanto ci saremmo arrangiati e non sarebbe morto di fame tanto. Non riesco a pensare di portare avanti la gravidanza con tutti questi dubbi di tipo economico e socio familiari.
Anche mia madre con la sua mentalità mi guarderebbe male per tutti questi motivi del non lavoro e di non avere ancora una mia abitazione con il mio lui. Vi testimonio solo la mia più grande verità e solo io so quanto ne soffro : se avessi avuto un compagno con dei soldi sarei stata la persona più felice di questa terra, sarebbe il sogno di tutti e due ... Ma non é così e dovrò ricorrere al mio secondo aborto dopo ben 2 anni... Mi sono innamorata di qualcuno che nonostante abbia un cuore per amarmi, non ha però i soldi. Volendo farlo crescere a spese mie, tutto sarebbe forse un dramma per me stessa. Io non sono contro l'aborto, penso che ogni donna sia libera di scegliere in base alle proprie esigenze e desideri di vita. Oramai mi porterò tutto dentro senza neanche sfogarlo né con mia madre o mia sorella, perché dopo un primo due anni fa, non voglio essere giudicata ancora male da loro. So solo che a breve dovrò trovarmi distesa su quel letto con l'infermiera che poi ti darà la prostaglandina. Ho davvero paura perché ho il temere che soffra tanto come la volta scorsa, nonostante sarò alla 6 settimana e il mio intervento sarà un isterosuzione. Il ginecologo ha cercato di tranquillizzarmi dicendo che sono all'nizio e sarà l'intervento più indolore tra tutti. Spero solo che il mio egoismo di non voler un bimbo ora non mi dia problemi un domani. Penso che ogni donna abbia il suo istinto. Io non posso affidarmi un domani a terzi per fare crescere bene mio figlio, il figlio, sono solo io e il mio compagno che dobbiamo occuparcene. Sono arrivata ad odiare per un momento pure lui perché non ha la possibilità di assicurarmi sicurezze per un domani.
La salute e il lavoro sono le due cose più importanti di questo mondo... e se questo bimbo nonostante le mie paure lo facessi crescere, forse cambierebbe pure tutto, forse più felice o forse il contrario, mai lo saprò, perché la mia decisione penso sia già presa, pure se manca qualche giorno allo svuotamento.
Queste storie sono tutte tristi ma io sarò forte e continuerò ad amare la vita.


Serena
Eccomi qui a raccontare la mia esperienza dolorosa  che mi è rimasta nel cuore. Finalmente ne posso parlare liberamente con persone che sanno che vuol dire e magari fare tacere la mia coscienza, il mio dolore anche se non è facile.
La mia storia inizia il febbraio del 2002 quando io avevo 22 anni. Avevo una storia travagliata e brutta con una persona che era più grande di me. I miei genitori non volevano che stavo con lui. Però io essendo innamorata non mi importava niente. Un giorno vedo che mi ritardava il ciclo. Ho fatto un test - aime ero incinta e li e iniziato il mio dolore. Questo figlio lo volevo, anche se avendo 22 anni, un padre un po.... Sarebbe stata una vita da incubo anche perchè venni a sapere che il padre faceva uso di stupefacenti. Allora ho deciso di fare i giri per l interruzione. Mi ricordo solo quando sono entrata e poi uscita e mi sono ritrovata in un letto, triste a piangere il mio vuoto perchè lui o lei non cera più!
Ho sofferto molto e ancora ci penso, ci sto male, ma purtroppo doveva andare cosi AIME...
Ora ho 33 anni e ho due bimbi stupendi. E la cosa bella che a 32 anni sono rimasta incinta, dopo 10 anni la stessa identica gravidanza, a novembre doveva nascere, e a novembre è nato Andrea. Questo è stato il dono più bello, che ho avuto il figlio che non potevo avere 10 anni fa, ora era qui con me.


Clarissa
Ho 29 anni. Ho scoperto da 5 giorni di essere incinta e avevo già il forte dubbio che fosse così dato che lo sbaglio c'è stato. Ho conosciuto M. il 21-12-2012 ed è nato subito un grande amore! Ci adoriamo anche se stiamo assieme da un mese, ma io ho perso un lavoro 4 mesi fa, lui ha già una figlia di 5 anni da una relazione finita, non abbiamo un posto dove stare e un mese è troppo poco per condividere una cosa così grande! Io ho deciso da subito x l'IGV da sola, lui è molto triste, ma è d'accordo, non è il momento. Appena torno a lavorare vorremo vivere assieme e appena sarà possibile ripartiremo da qui. Ho un grande vuoto dentro che nessuno potrà mai comprendere a pieno. Non posso parlarne con i miei perché morirebbero di dispiacere! Lo sa solo mia sorella e le mie più grandi amiche e x quanto dura la decisione, sono d'accordo anche loro sul fatto che al momento è la scelta migliore. Sono sempre stata contraria all'aborto, ma ora ci sono dentro, ha colpito me e non ho scelta. Ma diventare mamma rimane uno dei miei sogni più grandi. Tra una settimana avrò ingoiato quelle pastiglie e sarà tutto finito, alla fine, mi ripeto, devo solo mandare giù due pastiglie. Ogni sera mi tocco la pancia e gli chiedo scusa x quello che sto x fare, e gli prometto che appena ci saranno le condizioni lo farò tornare da me e sarà un sogno. Mi sento dentro a un tunnel buio e ho solo voglia di ricominciare. Spero che M. sia l'uomo della mia vita perché dopo questa cosa mi sento legata a lui ancora di più!!! Solo un nostro futuro figlio potrà guarire questo vuoto che porterò x sempre dentro. Ma so che adesso è la cosa giusta. Devo pensare a trovarmi un lavoro e a costruire una vita con lui e il resto verrà da sé quando sarà il momento! Mancano 48 ore ed è un'attesa infinita!


Anna
ho 34 anni. mi sono trovata a fare una scelta dolorosa circa un mese fa. Mi sono accorta di essere incinta e da li è iniziato il mio incubo. Ho un compagno che amo con tutta me stessa e che mi ama. Potenzialmente sterile al 99%.... poi un giorno scopro che quel 1 % si è verificato...tanta gioia, tanta paura...e poi...e poi vengo a sapere che il mio compagno sta fallendo...impresa dove hanno messo la vita ed il lavoro tre generazioni....il buio....una scelta in un certo qual senso obbligata... mi rivolgo al mio medico di famiglia che mi manda all'ospedale di Macerata per una visita ginecologica urgente...li mi sento rispondere "signora, in questi casi ci sta un iter da rispettare" - iter che ovviamente nessuno è disposto spiegarti... poi alla fine capisco come funziona, prendo appuntamento al consultorio dove una persona fredda ed impersonale mi guarda dall'alto in basso come se commettessi un crimine... visita ginecologica...mi fissano l'intervento per il 25 marzo.
..si presenti alle sette mi viene detto...dimenticavo: giorni di assenza dal lavoro per ecografia, analisi del sangue, visita pre-chirurgica ecc...ps. Il mio lavoro da dipendente che guadagna 700 euro al mese è il nostro unico mezzo di sostentamento in questo momento. Poi arriva il giorno dell'intervento. Impaurita mi presento alle sette...alle nove mi mettono in una stanza fredda, mi dicono di spogliarmi e mettermi il camice....ed io lo faccio...tremando per paura e per il freddo... continuo a tremare per un ora da sola, poi arriva un'infermiera che mi introduce una medicina di nome incomprensibile nella vagina senza dirmi che mi provocherà delle contrazioni, emorragia, dolori...passano delle ore ed alle 13.30 circa mi dicono andiamo in sala operatoria....eravamo in quattro ad aspettare in una stanzetta di circa 2 metri quadri...ovviamente io ero l'ultima...ho atteso per circa un ora e mezzo in preda a dei dolori atroci, a piangere da sola senza un cane che mi chieda cosa stesse succedendo, nonostante il fatto che davanti mi siano passate decine di infermieri e medici... intervento in anestesia totale, risveglio, dolori....alle 18 circa arriva un infermiera che mi dice: si vesti e prenda la dimissione perché può andare a casa....un medico freddo che non si prende neanche il disturbo di dirmi ciò che mi attenderà nei giorni dopo....ed ora eccomi qui....ferita come donna ma anche come persona.....non ho ucciso nessuno...semmai ho ucciso i miei sogni!!! e nessuno ha il diritto di giudicarmi!


Serena
La mia IVG è avvenuta un anno fa, è accaduto per caso, tanto che quando ho fatto le analisi credevo che fossero negative, ne ero straconvinta, prima ho fatto il test che si compra in farmacia e poi le beta. Ho sentito un senso di smarrimento e paura, talmente assurdo sembrava che non fossi io. La mia decisione è stata chiara fin da subito anche perchè non avevo una vera relazione col padre. Sono stata trattata bene, tutto sommato, ma la settimana che passa dal certificato all'intervento è stata straziante, fisicamente e psicologicamente. Ero sola e questo fa paura. L'intervento in se non è doloroso, pensavo molto peggio. Fisicamente sto alla grande. È facile fare i moralisti e gli obiettori quando si hanno i mezzi per crescere i figli. Pensavo di non valere niente, invece sapere che per un breve periodo non sono stata sola è stato bello anche se ho dovuto lasciare andare il mio sogno. Io lo amo proprio e spero tanto che un giorno torni da me. Dio non può punirci. Siamo donne coraggiose e siamo mamme per sempre.


Paola
Ho 42 anni e due bimbe di 6 e 3 anni, questa estate ho perso il lavoro e dopo 3 gg ho scoperto di essere incinta!! Ho avuto quasi subito l'idea di abortire, anche se il mio compagno alla notizia dell'attesa ha detto: è arrivato e lo teniamo. Ma io ero combattuta, senza lavoro a 42 anni con due figlie piccole, lui con un lavoro "precario", il mutuo sulle spalle, come avrei potuto trovare un altro lavoro con un anno in più e tre figli piccoli? Dopo un mese di nottate insonni a pensare quale era la decisione più giusta, ho preferito pensare alle mie figlie che già erano al mondo, per cercare di dargli un futuro migliore, perchè oggi giorno non è vero che dove mangiano 2 bocche ne mangiano pure 3, non è solo il mangiare la vita!!!! Ora dopo 3 mesi dall'intervento ho un grande dolore che mi porto dentro, certe volte quando vedo le mie piccole che giocano mi giro come a cercarne una terza! Sì per me sarebbe stata un'altra femmina, sarebbero state le mie piccole donne... Le ragioni della scelta si stanno sbiadendo lasciando il campo all'istinto materno... Ho tanta rabbia perchè questo sistema non mi ha dato la possibilità di mettere al mondo la mia creatura... i figli ormai sono un lusso!


Ines
Nel 1998 (avevo 26 anni) ho optato per l'IVG perchè ritenevo che il mio rapporto col padre non fosse al punto giusto per un figlio. Sono stata razionale: non lo desideravo. Ho fatto l'errore di non usare un anticoncezionale (mai più fatto). Ho deciso e nessuno mi avrebbe fatto cambiare idea. Da quando avevo 16 anni ho usato la pillola o il preservativo: non avrei permesso ad un singolo errore di qualche minuto di buttare all'aria la mia vita. In ospedale sono stati gentili, hanno avuto molto tatto: unica nota dolente (e scandalosa) fu che del mio intervento ne venne a conoscenza una mia zia con la quale sembra sia riuscita a dissimulare...
Dopo mi sentii leggera, consapevole che errori come quello non dovevano più succedere. Ora, a distanza di 14 anni, sono mamma felice di una bambina di quasi 11: l'ho desiderata e ottenuta. Mi sforzerò di insegnarle a vivere la sua sessualità il più serenamente possibile e a cercare la maternità quando è più opportuno. Cercherò di insegnarle ad essere razionale, a non ascoltare i bigotti e oltranzisti che ritengono sia meglio che una ragazzina di 15/17 anni metta al mondo un bimbo, rimanendo magari sola nell'allevarlo (è già difficile a 40 anni, figuriamoci da adolescente!, non riuscendo a finire gli studi, avendo di conseguenza difficoltà nel trovare un lavoro: donna, mamma, senza professionalità, sola... Il massimo!
No, non si può chiedere o peggio imporre con il ricatto psicologico ad una donna di non scegliere di godere della maternità consapevole. Cresco mia figlia da sola (ormai da 7 anni): non avessi fatto quella scelta ora avrei due figli sulle spalle...


Gigi
aimè io ho deciso di abortire... veramente è una scelta che so che avrei comunque fatto se fossi rimasta incinta perchè è inutile prendersi in giro.. ho 23 anni, non sono pronta a sacrificare la mia vita e non sono pronta e neanche vorrei ora diventare madre... ho ancora una voglia matta di godermi tutto quello che posso senza dover pensare a crescere un figlio...purtroppo gli incidenti capitano...e difatti è capitato...il 30 marzo avrò l'intervento e ho una paura folle dell'anestesia però ho scelto quello, perchè la pillola abortiva pare essere... ho sentito dire che stai malissimo... invece l'intervento in qualche ora sei già fuori... quindi metto da parte la paura e scelgo l'intervento... sono per fortuna appoggiata da persone stupende, mia mamma, mia cognata, mia suocera e il mio ragazzo...(non sono sposata, ma convivo) insomma cerco di vivere tutto con serenità
...! non è facile sapete, bloccare la mente e pensare SE, MA, PERÒ eccc...bom
so che è la scelta migliore per tutti... per me, per il mio ragazzo e per queste cellule che si stanno sviluppando..perchè appunto io vedo che sono cellule e basta... prima dei 3 mesi non la vedo vita!!!!!!!!!!! a parte questo, i motivi che mi spingono ad abortire? tutto!
1: mondo di merda in cui viviamo, avrei paura in questa società dar la vita a qualcuno dove fuori sono pronti a succhiarti l'anima pur di racimolare soldi e così via...
2: Non ho l'istinto materno, non ho pazienza e sarei una madre di cacca...
3: i soldi non ci sono
4: l'ho già detto che non mi sento pronta? ehhehe..anzi meno che pronta!!!! zero proprio...
detto questo, spero vada tutto bene perchè questo è un errore che può capitare una sola volta nella vita e ora dovrò pagare le conseguenze... un operazione e fino al 30 marzo star male fisicamente...sono in mutua perchè ho mal di pancia e nausea...che palle...


Emilia
sono incinta di 5 settimane....ho due figli meravigliosi, uno di 7 anni e uno di 20 mesi...sono combattuta, anche se sò per certo che un terzo figlio non posso averlo, non possiamo farcela, è duro in tutti i sensi. Dopo due figli è brutto pensare di averne un altro nel mio ventre ma non poterlo vedere mai....ma la decisione giusta l'abbiamo presa.


Evee
Ho 24 anni e un bellissimo bambino di 4 che io e suo padre abbiamo voluto.
Dopo il nostro bimbo ho provato alcuni contraccettivi, il problema è che mentre prima del concepimento non mi davano fastidi, dopo il parto mi facevano stare malissimo, così pillola e anello erano da escludere.
Abbiamo provato il preservativo ma oltre che scomodo una volta ci si è anche rotto. Dopo questa esperienza mi sono documentata sui metodi naturali e per anni tutto è andato benone! 2 mesi fa ho avuto per la prima volta un doppio ciclo in un mese e questo mi ha veramente confuso per il calcolo dei giorni fertili, così ho deciso di non avere rapporti in quel mese o comunque di prestare molta attenzione. Attenzione ce n'è stata, non abbiamo mai rapporti completi.
In questo mese di 'astinenza' abbiamo avuto un solo rapporto col coito interrotto...uno si, ma FATALE!!!
Qualche settimana dopo scopro di essere incinta.
I primi giorni sono confusi..tenerlo o no tenerlo..pianti, ansia...tanti dubbi..poi nel giro di una settimana capisco che quello che voglio è NON tenerlo. Non so precisamente il perchè e non ho più i sensi di colpa dei primi giorni, questa non è una cosa che voglio, anzi, più i giorni passano e più non ne voglio sapere. Strano..non pensavo di essere così fredda. Il mio compagno mi appoggia in ogni decisione.
Prenotiamo l'IVG e me la mettono a 3 settimane..un incubo...nel frattempo io già da prima del test di gravidanza sto male, nausea, fame e schifo per ogni cibo..chi ne ha più ne metta.
Manca solo una settimana e non vedo l'ora, conto i giorni, voglio riappropriarmi di me stessa, sono apatica, non faccio più niente, sto nel divano a contare i giorni che mancano alla mia 'liberazione', non vedo questa gravidanza nei termini di: figlio, creatura, esserino, lo vedo solo come un fastidio. Mi sento un pò mostro perchè so quant'è bello fare da mamma al mio piccolino e amo profondamente il mio compagno. Ma fare la mamma non è la mia vocazione, mi piace e l'ho sperimentato e lo faccio con immensa felicità ma non sarà il mio ruolo principale in questa vita. Questo sento e non mi importa di essere giudicata, mi dispiace per chi cerca un figlio e non arriva ma ognuno è diverso e ognuno fa il suo percorso.
Ho già chiesto se si può anticipare l'operazione, ma non si può..
Mi sto antipatica per essermi ritrovata in questa situazione da stupida. È stato veramente un caso bello e buono! Non mi ci ritroverò più!
Un saluto a tutte e se posso dire la mia: fate quello che sentite!!!!!!! è la cosa giusta!

Evee seconda (e ultima) parte
Finalmente il giorno è arrivato! Non dormo niente la notte, mi viene anche la cistite! All'ospedale le infermiere sono carinissime, ho anche una compagna di stanza molto simpatica, una signora molto avanti con l'età che è rimasta incinta sfidando le leggi 'naturali' della menopausa. In realtà siamo in 5 in tutto ma siamo divise in stanze, non so perchè.
Io sono l'ultima ed entro alle 10:30 circa, sono un pò agitata ma non è il primo intervento da sala operatoria che faccio quindi l'iter lo conosco. Mi addormentano e quando mi sveglio il pensiero che è tutto finito mi fa piangere dal sollievo. Esco e il mio compagno vedendomi sorridere pensa (giustamente) che io sia pazza. I dolori ci sono ma sopportabili, come una forte mestruazione, poco dopo mi fanno la puntura per le contrazioni e mi danno l'antibiotico, ancora dolori e ancora la cistite che brucia, ma si sopporta tutto. Il mio compagno è un pò giù. All'inizio era contento della gravidanza ma col passare dei giorni si era calmato e non ha più proferito parola. Cmq oramai è fatta e sinceramente sono contenta che non abbia ostacolato la mia decisione, forse avrei finito per 'accontentarlo' mentre un prossimo figlio se ci sarà dovrà essere desiderato da tutti e due in egual modo.
Prima delle dimissioni mi fanno una visita, tutto bene sembra. Adesso che la tensione è sparita mi sento un pò triste per tutta questa storia, ma dura poco, in realtà mi sento sollevata e felice di tornare alla normalità.
Sensi di colpa non ne ho..non so se verranno col tempo ma la storia del 'peccato' con cui ci hanno cresciuto non mi interessa più da un pezzo, ognuno di noi sa cos'è giusto e io che credo in Dio, e assolutamente non nella chiesa, sono tranquilla. I moralismi così radicati in questo paese mi mettono rabbia, la chiesa ci ha reso schiavi da sempre e non credo abbia nessun diritto di giudicare qualsiasi scelta personale, noi siamo liberi! Costringere una donna a partorire è un atto di forzatura orribile! Che orrore leggere per caso un articolo su 'famiglia cristiana' dove le donne reduci dall'IVG sono TUTTE depresse e a ALTO RISCHIO DI MALATTIE MENTALI, dove consigliano (per stare meglio) di dare un NOME al figlio morto e di fargli dire una messa!!! Perchè non scrivere allora anche delle donne che NON sono pentite e che, anche se tristi rifarebbero questo passo??? L'IVG è UN DIRITTO


Lucrezia  44 anni
avevo 30 anni, io e il mio ragazzo ci eravamo lasciati da qualche mese ed avevo dovuto trovarmi un appartamento per conto mio e cercarmi un doppio lavoro per potermi mantenere.
Dopo poco ho conosciuto un ragazzo bellissimo, simpatico, stupendo. Avevo un sacco di problemi con il lavoro, lui era molto dolce così ci siamo messi insieme e dopo 4 mesi sono rimasta incinta .
Ops! Ero emozionatissima ma sapevo che non era il momento di avere un figlio, con una persona poi conosciuta da così poco tempo. La mia famiglia era lontana e mia mamma , sola con 2 figli a carico , giovani e disoccupati, aveva già un sacco di problemi. Avrei perso anche il mio lavoro e poi?... queste sono state le mie motivazioni, i miei dubbi sono durati poco, il tempo di ragionare sulla mia effettiva situazione.
Lui invece aveva già un figlio avuto anni addietro che viveva con la mamma (risposata), eppure mi ha detto :- teniamolo-  ma io sinceramente gli ho detto che non me la sentivo. Non volevo essere negativa , ma che fine avrebbe fatto la nostra storia, chi poteva dirlo? non volevo essere sola con un figlio. E non volevo un figlio senza padre.
Cosi' ho deciso, e lui ha accettato la mia decisione.
Sono andata in ospedale, ho fatto le analisi  ed eco richieste, dopo pochi giorni mi sono recata all'ora stabilita per il raschiamento. Non mi hanno spiegato nulla e io non ho chiesto nulla,mi sentivo come in trance. Lui era lì con me, era addolorato perchè vedeva che stavo comunque soffrendo, io gli dicevo di non preoccuparsi che sarebbe durato poco.
Mi hanno dato delle pillole per favorire la dilatazione, dolorosissimo,
poi in sala operatoria. Sul lettino mi hanno chiesto se ero decisa , ed ho detto di si. Sono stati abbastanza gentili, un po' asettici , comunque non cercavo l'approvazione di nessuno, ero convinta di quello che stavo facendo. Mentre mi risvegliavo ho sentito un dottore che diceva:- ma è un fagiolino!
Ho pensato che fosse il mio e mi sono sentita sollevata... non era ancora nulla...o quasi...
Il medico che mi ha visitato dopo è stato orrendo e violento, mi hanno detto poi che era il primario! figuriamoci! Ho avuto dei dolori fortissimi e mal di stomaco, le infermiere del dopo intervento erano gentilissime e mi hanno dato degli antidolorifici. Dopo circa 3 ore tutto era finito,sono andata a casa da sola, mi sono sentita libera e sollevata da una situazione troppo grande..
Dopo qualche anno mi sono ammalata ed ho perso la possibilità di avere figli, il destino ha voluto che restassi sempre con quel ragazzo, siamo ormai felicemente sposati.
Certo se avessi potuto vedere il mio futuro la mia scelta sarebbe stata diversa, comunque non sono pentita, era la scelta giusta per quel momento...


Anna
Salvatore ed io eravamo stati insieme per 6 anni, e a pochi giorni dal mio 20° compleanno lui mi aveva lasciata perchè non era più sicuro di amarmi... Io ero innamoratissima di lui, e decisi di diventare la sua "amante" pur di non perderlo. Ci incontravamo la sera tardi, facevamo l'amore e lui non faceva altro che dirmi che mi amava ancora... che voleva stare con me... ma che ormai non poteva più, perchè eravamo cambiati noi ed erano cambiate le nostre vite.
Questo nostro rapporto "malato" è andato avanti per oltre 1 anno...
Il 30 Settembre 2004, mi telefonò mezz'ora dopo le 23... "mi manchi da morire..ti desidero" mi disse.. E come una scena da film degli anni '80 io sgattaiolai dalla finestra della mia stanza per incontrarlo: quella  sera facemmo l'amore in fretta e anche con molta sbadataggine.
Circa 20 giorni dopo, ero in lacrime davanti ad un test di gravidanza positivo.
Io lo volevo quel bambino, lo volevo a tutti i costi..così come volevo Salvatore, al punto da credere che il destino ci aveva forse dato una mano a tornare insieme...Ma lui non la pensava come me..aveva davanti la sua carriera sportiva e poi la sua voglia di libertà...e mi convinse che mi avrebbe aiutato a superare questo fatto..a "liberarmi di questo problema"...
Ma io lo volevo quel bambino. E non facevo altro che dirglielo.
Sono sempre stata una debole, e un pò per paura, un pò per non deludere lui..accettai. Lui mi accompagnò a tutte le visite, a tutti gli incontri con lo psicologo, l'anestesista, il ginecologo.. sempre con il sorriso, stringendomi la mano e dicendomi che, superato questo inconveniente, avremmo persino potuto ricominciare il nostro rapporto, rimettendoci insieme..e mi diceva che un figlio lo avremmo avuto più avanti..quando saremmo stati più grandi...e io come una cretina gli ho anche creduto.
Il 19 Novembre 2004, lui con il suo giornale sportivo mi accompagnava al Policlinico di Napoli per effettuare un 'IVG tutt'altro che volontaria..ricordo ancora la fitta allo stomaco quando la psicologa mi chiese se ero sicura..e io mentendo spudoratamente le dissi "certo, io e il mio ragazzo vogliamo aspettare ancora un pò per essere genitori, ora non ci sentiamo pronti".
E invece io ero pronta eccome.
Ma mi sentivo sola, senza il sostegno di nessuno, ma forse il problema era che io il sostegno non l'avevo chiesto a nessun'altro al di fuori di lui..e più tardi mi pentii amaramente di ciò.
Intervento in anestesia totale, mi svegliai con le lacrime, e lo trovai vicino al mio lettino ad asciugarmene una..ne fui stranamente contenta.
Ma quando uscii fuori, pallida come un ghiacciolo, lui con un sorriso a trentadue denti mi disse "lo vuoi un succhino di frutta e un cornettino?" io lo odiai profondamente.
Mi riaccompagnò a casa di una mia amica, in macchina io mi chiusi nel mutismo più assoluto. E per un pò di giorni non volli sentirlo o vederlo...
Ma la cosa più incredibile fu che, quando tornai a casa mia, mia madre, che non sapeva nulla, guardo nei miei occhi vuoti...e capì. Non dimenticherò mai quell'abbraccio che mi diede mia madre, in un mare di lacrime le raccontai tutto e in un mare di lacrime lei mi disse che se le avessi detto la verità lei mi avrebbe aiutata a tenere il mio bambino...ma ormai era troppo tardi...
La vigilia di Natale 2004 Salvatore mi disse che mi amava e che voleva stare con me.
La sera di Natale 2004 lo incontrai con la sua nuova fidanzata con la quale stava insieme da 5 mesi!
Gli distrussi la macchina a calci.
Dopo questo evento ho avuto qualche problema a gestire i rapporti con altri uomini, e ho collezionato 2 anni di fallimenti sentimentali.
Oggi io ho 28 anni, sono fidanzata da 5 con un ragazzo che amo, che mi ama, e che conosce la mia storia.
Sono felice, ma non c'è stato giorno in questi 7 anni che io non abbia pensato a mio figlio, e al coraggio che non ho avuto per per averlo.
Salvatore invece è sposato, da un anno circa, e ha un bambino di pochi mesi.
Ovviamente non ci parliamo da anni e ....si, lo odio ancora di più per questo.
È vero, come altre hanno scritto, che È UNA DECISIONE CHE SPETTA SOLO A NOI, e che non bisogna farsi influenzare da nessuno nel bene e nel male.
Ciao Angelo mio.


Antonella
Non si può tornare indietro. Non si dimentica MAI. Era il 1979, avevo 18 anni. Fidanzatino quasi coetaneo già dai 15 anni, parlavamo di "fare l'amore" da un paio d'anni. L'abbiamo fatto e sono rimasta incinta SUBITO. Ricordo il parlare ore e ore di questo tra noi, il filosofeggiarci sopra, ma dentro la nostra testa c'era un senso d'ingiustizia che ci opprimeva... non sapevamo ancora amarci......poi dovevamo andare a scuola , ma chi era questo bambino??? Poi la PAURA folle che i nostri genitori sapessero, poi i medici: Nessuno allora mi ha detto pensaci, TUTTI quando vedevano la mia data di nascita e le nostre facce da bambini ci spiegavano le modalità piuttosto semplici dell'IVG. L'ho fatto un giorno di luglio, fisicamente nessun dolore, dentro un senso di liberazione quando la sera con la mia mamma siamo andate a raccogliere la frutta. Oggi ho 50 anni, AMO alla follia quel ragazzo di allora che è mio marito. Abbiamo due figli, ho avuto un aborto spontaneo qualche anno fa, la vita non ci ha risparmiato gioie e dolori, ultimo una crisi coniugale che dopo tutti questi anni ci ha portati sull'orlo del divorzio... non abbiamo mollato e  continuiamo ad amarci, ma sapete cosa ci siamo detti durante la litigata furibonda per un tradimento di lui. Io ho detto dell'amante: è nata il giorno della data di nascita presunta del nostro bambino....Mio marito ha capito immediatamente di quale bambino parlavo e mi ha risposto: io pensavo che quel bambino ci avesse legato in maniera indissolubile, come hai potuto allontanarti da me.... Ecco ...... quel bambino...


Stefy
Sono Stefy, da Lecce. Ho 34 anni e, per la prima volta nella mia vita ho avuto la grande "fortuna" di..."restare" incinta!!! Un desiderio coltivato da anni ma sempre in attesa "del giusto" principe azzurro che non arrivava mai!!! Così nel corso degli anni, io, figlia di separati (da quando avevo 9 anni) con un padre bastardo oltre che assente e una madre troppo impegnata a tirar su 3 figli per poterci regalare un abbraccio, ho magicamente cambiato il mio pensiero in: "Voglio fare un figlio da sola! Da sola sarò certamente all'altezza! Starà sicuramente meglio senza le liti per casa tra genitori che non si amano!! Perchè succede a tutti così !! L'amore finisce".
Ebbene, forse succede a tutti così! Ma al mio X giorno di ritardo, senza un compagno giusto e saggio ur 41enne, la mia felicità d'esser in attesa è stata assalita da i ricordi di me bambina, senza un padre, per giunta scorretto e di qui la secca decisione dell'IVG!!
A Lecce ho trovato grande accoglienza, sia da parte del medico "non obiettore" che da parte di tutto il personale ma ci terrei a SOTTOLINEARE una cosa che non ho trovato scritta da nessuna parte: la somministrazione della candeletta vaginale di prostaglandina dopo la RU486 (nel mio caso) è stata lancinante.
Mi sono ricoverata il lunedì mattina per fare gli esami di routine. Poi somministrazione di MIFEGYNE 600mg. Subito dopo aver ingerito le pillole ho firmato per le dimissioni e ho atteso 2 giorni. Mercoledì mattina sono ritornata in reparto e alle 9e 30 mi hanno inserito la prima "candeletta" (un ovulo di prostaglandina CERVIDIL). Il Dottore mi ha spiegato che dovevo restare stesa per mezz'ora ma che poi mi sarei potuta alzare e che al limite, avrei potuto avere degli effetti della PROSTAGLANDINA come VOMITO, DIARREA, DOLORI ADDOMINALI. Però, dopo appena mezz'ora ho avuto un collasso e calo di pressione, tremori e freddo. I dolori erano fortissimi!!! Non mi facevano l'antidolorifico perchè (mi ha spiegato il dottore) si rischiava di bloccare l'effetto della prostaglandina! Dopo forse 2 ore e mezzo di collassi che si susseguivano non avevo ancora espulso nulla. Mi è stata somministrata una seconda candeletta, questa volta con antidolorifico. Finalmente inizio ad avere le prime perdite. Alle 14 finalmente avevo espulso!!! Il medico si è meravigliato della reazione che ho avuto... tra qualche giorno andrò per controllo e domanderò se è capitato solo a me!!! LA MIA OPINIONE E' QST: SE L'ANTIDOLORIFICO MI FOSSE STATO SOMMINISTRATO PRIMA, CREDO CHE IN QUALCHE MODO I MIEI TESSUTI SI SAREBBERO RILASSATI ED AVREBBERO CONSENTITO UNA ESPULSIONE AGEVOLATA!! 
Concludo dicendo una cosa: essere madre è sicuramente il dono più bello, ma l'egoismo di essere madre non deve permetterci di costruire future infelicità!!


Roby
Finalmente un sito che si ricorda che anche interrompere la gravidanza è un diritto di ogni donna cosi come quello di essere mamma. Sono una ragazza di 29 anni, e tra circa una settimana mi sottoporrò alla IVG.
Non ho idea di come mi potrò sentire dopo, posso al momento definire solo quello che provo ora..ed ora..così come quando ho scoperto di essere incinta, sono assolutamente traumatizzata, arrabbiata e infelice per quello che è avvenuto. Se potessi girare una lancetta di un orologio all'indietro lo farei, perchè è stata una notizia scioccante e inaspettata. Non era il momento e non era voluto. Sto insieme al mio ragazzo da 4 anni e ci amiamo ma abbiamo una situazione economica e lavorativa precaria a dir poco entrambi. Se tenessi il bambino/a il contratto indeterminato che dovrei ottenere solo a Dicembre prossimo dopo quasi 2 devastanti anni di cocopro, svanirebbe in un attimo, insieme alla possibilità di chiedere un finanziamento alla banca per poter pensare ad una casa mia e del mio ragazzo.
Lui invece tra circa 6 mesi perderà il lavoro, l'azienda in cui è occupato ( anche lui con un contratto da cartone animato ) è in crisi e stanno facendo dei tagli al personale.
Alle spalle abbiamo entrambi famiglie numerose ma che purtroppo non potrebbero darci alcun sostegno economico.
Mentirei se dicessi di nn sentirmi in colpa per quello che sto per fare anche se solo un po'.....mi sento che lo avrei potuto evitare con molte + energie e mezzi e nn l'ho fatto, ma ditemi...come posso pensare di tirare avanti senza mezzi ne sicurezze e con una altra persona bisognosa di cure? E poi, se anche decidessi di portare avanti la gravidanza accettando così anche di essere mandata a casa a scadenza contratto a progetto, dove troverei un altra occupazione in Italia...chi la assumerebbe mai una donna incinta..con tutti i diritti che essere mamma presuppone...quale datore di lavoro sceglierebbe me a una libera risorsa neolaureata e senza legami affettivi?
Io vorrei solo dire a tutte quelle donne che nn riescono ad avere figli nonostante lo vogliano con tutte le loro forze...che mi dispiace moltissimo..e che mi sento in colpa anche perche penso alle difficoltà di chi queste cose nn le può ottenere se nn con molti sforzi e cure a volte pure senza successo...ma vorrei dire anche che esistono altre realtà..altre persone..che pur volendo un giorno una famiglia e figli...nn potrebbero tirare avanti se decidessero in periodi come il mio, di avere questa responsabilità. Essere genitori non è un gioco... essere genitori non lo si improvvisa...essere madre significa anche avere il sacrosanto dovere di dare al tuo bambino qualsiasi cosa di cui abbia bisogno ..... cosa che io nn posso fare al momento.



Vanessa
Mi sono accorta di essere incinta diciassette giorni or sono, grazie ad un test di gravidanza che mi ha dato un risultato netto ed inequivocabile. Sentivo da qualche giorno strani sintomi... pesantezza gastrica, stanchezza, malumore, ma non avrei mai pensato che queste manifestazioni fossero legate ad una gravidanza (indesideratissima). Ho 35 anni, non ho mai usato contraccettivi ormonali per principio, per scelta (che si bombardino gli uomini con ormoni antispermatogenesi), poichè assolutamente regolare, quanto un orologio svizzero, ho sempre calcolato con precisione i giorni fertili, escludendoli da rapporti completi. Semplicemente, l'ultimo mese ho letteralmente confuso i giorni del mio periodo fertile. Lui mi ama, io no. Non avrei mai voluto un figlio potenzialmente somigliante a lui. Il giorno dopo mi reco dalla ginecologa e con l'impegnativa ed una telefonata ho subito la data del ricovero.. purtroppo mi tocca attendere quindici giorni poichè la dottoressa che esegue le ivg è in ferie. Poco male se non per i sintomi legati alla gestazione, come bruciore di stomaco, pesantezza, gonfiore.
Nel frattempo continuo la mia vita regolarmente. Sono una professionista, continuo a lavorare, continuo a frequentare quotidianamente la piscina (il fitness e l'attività cardiovascolare che ne deriva hanno reso i sintomi assolutamente sopportabili) finchè non arriva l'agognato giorno dell'ivg.
Non ho detto nulla a nessuno, nemmeno a lui. Nemmeno ad un'amica. E' un problema mio e me lo sono risolta io. Entro in ospedale, tranquillissima. Ore sette e sono alla settima settimana. Dopo 3 ore sono in sala operatoria. Ospedale attrezzatissimo. Medici e infermieri sono cordialissimi, gentili, si preoccupano di un mio eventuale stato d'ansia, ma resto tranquilla. Mi addormento serena. Mi risveglio serena ringraziando tutti di cuore di aver risolto il mio problema. L'anestesista mi ha detto che sono una ragazza coraggiosa. Rimango in osservazione qualche ora. Sto bene. Mi rilasciano le dimissioni. Così come sono arrivata, sola, me ne riparto. Quaranta chilometri e sono a casa. Sono serena, è stata la scelta giusta. Non ho versato una lacrima perchè ho sempre saputo che di figli non avrei voluti. Mi sento libera. Torno a casa. La sera ceno in compagnia con qualche amica, si parla e si conversa, e si ride. Come sempre. I moralismi e il vaticano non mi sono mai interessati, e ciò mi ha dato una forza che probabilmente sapevo già di possedere.


Mary
Inizio la mia storia dicendo che ho 19 anni, troppo pochi per diventare mamma, abbastanza da amare già il mio bambino e capire che non posso tenerlo.
Sono incinta da un mese; quando io e il mio ragazzo l'abbiamo saputo, abbiamo provato terrore e gioia, è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Lui pensava di essere sterile e figuratevi la gioia immensa!!! un bambino in arrivo... poi, lo scontro con la dura realtà. Non posso offrirgli un futuro felice, non ho una famiglia unita, anzi, mio padre ha lasciato mia madre sola, con tre figli quando avevo 6 anni ci ha rubato i soldi e via... mai più visto!! mia madre è laureata in giurisprudenza ma è precaria! e porta a casa i suoi 1000 euro al mese ogni tanto, i miei nonni mi odiano perchè a loro abbiamo portato solo disgrazie e dolore e soprattutto delusione, loro non me l'hanno mai detto ma io lo so  benissimo. Io non voglio un futuro del genere per mio figlio, non voglio che sia visto come un altra bocca da sfamare, non voglio svegliarmi al mattino e pesare su qlcn, ma la mia vita indipendente e dignitosa... non ho lavoro e studio lingue straniere da un anno e non sono economicamente indipendente, non posso pesare ulteriormente sulla mia famiglia, non se lo merita mia madre di pagare ancora per errori altrui... il mio ragazzo mi appoggia, anche lui ama già il bambino ma non può permetterselo! sono triste.... ecco, triste... perchè non c'è altra parola per descrivere ciò che prova una donna nel scegliere se dare alla luce la sua creatura.. tristezza, oblio dell'anima, dell'essere... abortirò il 30 agosto. E da quel giorno la mia vita cambierà, lo so... ora mi godo gli ultimi istanti con il mio bimbo e spero che  mi possa perdonare... un uomo non capirà mai quanto per una donna sia incredibilmente necessario avere un bambino e amarlo... se non fossi costretta non lo farei... non posso lasciare che mio figlio cresca in un ambiente come il mio, non posso... lo amo troppo, ora è 5mm è incosciente della sua esistenza e non soffrirà, soffrirò io per tutti e due, ...è come quando rinneghi una parte di te, ...NON ESISTE MODO DI STARE BENE, NON ESISTE MODO DI CANCELLARE, è INUTILE AGGRAPPARSI A FRASI FATTE, SONO PRONTA A PRENDERMI LE MIE RESPONSABILITA...


Martina
Sono una ragazza di 19 anni, fidanzata da 3 mesi con un ragazzo fantastico che mi sta aiutando moltissimo... tutto è successo il 25 luglio, rapporto a rischio ma non completo e poi basta, tutti gli altri rapporti con metodi contraccettivi. Il 15 agosto aspetto le mestruazioni, ma niente, il 16 17 18 19 20!!! niente!!!!! panico...terrore...gioia... non so, provavo tante di quelle emozioni che adesso non riesco a descrivere...bisogna passarci per capire davvero. 21 agosto, test, POSITIVO! io e il mio ragazzo ci guardiamo, ci abbracciamo e scoppio in lacrime, cosa faccio?? ho 19 anni, studio, mia madre è precaria divorziata con tre figli a carico e mio padre non si sa dove sia.... il mio ragazzo lavora ma non ha niente da parte e vive con i suoi...siamo giovani, troppo giovani e sicuramente la società ITALIANA non ci aiuta...decido di non tenere il bambino, passo settimane tra consultori, medici simpatici e non, ma che non giudicano mai.
all'inizio ero sicura di non volerlo, non ho le possibilità per dargli un futuro felice e ciò che si merita, ma quando ho visto il ''sacchettino'' in cui si trova......ho capito quanto lo amo già!!! è lungo 8mm, praticamente non c'è, ma invece è li e lo so e lo sento, tutto questo complica solo la mia decisione che porterò a termine...scrivo per dire :
NON GIUDICATE MAI MAI MAI QUALCUNO PER UNA SCELTA FATTA, BISOGNA VIVERE QUESTA ESPERIENZA PER CAPIRLA!!!!!!!! E UOMINI, VOI CHE PARLATE, GIUDICATE, LANCIATE SENTENZE A DONNE CHE COME ME DECIDONO DI FARE L IVG, AVETE PURE IL DIRITTO DI PAROLA PER CARITÀ, MA NON IL DIRITTO DI DECIDERE!!!!!!!!! PERCHÈ NON SIETE VOI A PORTARLO IN GREMBO, SOPRATTUTTO UOMINI DI CHIESA CHE NEANCHE SANNO COSA SIA UNA FAMIGLIA DA MANTENERE O UN BAMBINO DA PORTARE IN GREMBO, TACETE....È LA COSA MIGLIORE CHE POTETE FARE. LA MATERNITÀ NON È UN DOVERE.


Manuela
ho 35 anni e la mia IVG è avvenuta il 1/10/2011 al Policlinico Casilino di Roma. Sono rimasta incinta quasi volontariamente nel senso che io e il mio ragazzo avevamo deciso entrambi di avere un rapporto non protetto (non ero nei giorni fertili ed avendo sempre il ciclo regolare ero sicura che non sarei rimasta incinta). La mia situazione personale fino ad agosto 2011 era serena fino a quando ai primi di settembre scopro di essere incinta.... in quel momento provo gioia ma tanta la paura, confusione ma negli stessi giorni arriva la notizia che speravo non arrivasse...... la domanda di trasferimento che il mio ragazzo aveva fatto viene accettata, finalmente tornava a casa dai suoi amici, dalla sua famiglia. Cosi da Venezia (la città in cui lavorava), viene trasferito in Calabria nella sua terra, lontano da me..... così mi ritrovo piena di dubbi, incertezze, paure non sapevo più cosa fare.... Mi sentivo sola nonostante io viva in una città come Roma. A lui non dissi subito che ero incinta (quello glielo dissi dopo qualche settimana), vedevo la sua famiglia che mi isolava, nessuno mi chiedeva di come potevo stare io visto che lui tornava da loro, anzichè trasferirsi da me infondo dovevamo sposarci tra qualche anno.
Così ho iniziato a pensare all'IVG. Alla mia famiglia dissi subito della mia gravidanza e al contrario di come pensavo non mi hanno giudicata anzi mi hanno dato il loro appoggio qualsiasi fosse stata la mia scelta.... si rendevano conto che era la mia vita e che qualunque cosa mi consigliavano la decisione doveva essere la mia. Mi sono rivolta al consultorio piena di paure.. ansie, dubbi, sapevo dentro di me che quello che stavo valutando cioè l'IVG era una cosa sbagliata non era giusto era una vita che stavo togliendo era il mio piccolo - ma che certezze gli avrei dato che tutto ciò che credevo di avere non c'era più....
Al consultorio ho trovato una freddezza incredibile, mi sono sentita trattata malissimo ero solo un numero, nessuna assistenza psicologica, nessun modo per capire come mai prendevo una decisione così estrema, se magari ci potevano essere ripensamenti. In effetti ero titubante, ecco perchè avrei voluto avere un minimo di assistenza. La ginecologa che mi doveva visitare mi chiese solo quanti anni avevo e se fossi sposata e poi senza alzare gli occhi dal foglio mi disse: "Lei lo sa che potrebbe essere la sua ultima possibilità di avere figli? Comunque si accomodi sul lettino che la visito...." Dopodichè mi diede un foglio con scritto quando dovevo andare in ospedale e l'impegnativa per l'ecografia ostetrica. Chiesi all'assistente sociale e anche lei in maniera molto superficiale mi disse semplicemente la durata dell'intervento e basta, mi liquidò in fretta. Il 1 ottobre alle 14.00 mi sono presentata in ospedale mi hanno fatto l'anestesia locale, il momento dell'intervento me lo ricordo perfettamente: ero in sala operatoria e mi sono agitata parecchio per via della mia situazione psicologica, mi chiedevo se stavo facendo la cosa giusta, l'intervento non è stato doloroso non ho avuto effetti secondari e nessuna complicazione, anzi 27 giorni dopo mi è ritornato il ciclo. Come già detto prima, i miei pensieri prima dell'aborto sono stati tanti positivi e negativi se facevo bene o se facevo male. Dopo l'IVG mi sento malissimo psicologicamente in quanto non sono stata preparata psicologicamente.. È vero, sapevo cosa stavo facendo... ma è altrettanto vero che spesso mi chiedo ancora: Se avessi avuto un'assistenza psicologica da parte di una psicologa o dall'assistente sociale stessa, chissà se alla fine l'avrei tolto lo stesso oppure no. Non so se è stata la scelta giusta ho un senso grande di colpa e credo che me lo porterò sempre dietro, perchè per colpa delle mie paure, delle mie incertezze, ho tolto una parte di me. Forse mi sento anche pentita di questa scelta e se tornassi indietro non so se lo rifarei... Ho tanta rabbia anche nei confronti del mio ragazzo, è stato comunque egoista, quando ha saputo della gravidanza la sua risposta è stata: teniamolo e proverò a far di tutto per venire a Roma.... ha sempre promesso ma ha sempre fatto il contrario di ciò che spesso prometteva. Ecco perchè ho fatto questa scelta, perchè non volevo per mio figlio un padre che c'era e non c'era.


Pina 
Sono una ragazza di 19 anni fidanzata da un anno con un ragazzo di 28 anni, un rapporto bellissimo, ci completiamo, lui è tutto ciò che mi mancava ... il 10/10/2011 dopo un ritardo di 5 giorni scopro di essere incinta facendo un test ... PANICO ... lacrime, paure ... come dirlo a mia madre??' ... vado a scuola e con delle amiche compro un altro test di quelli "digitali" e il risultato è 3 settimane ... comincio a sentirmi mancare la terra sotto i piedi, non capisco più nulla ... pensavo solo a quanto ero stata stupida ... mi regolavo con il calcolo dei giorni fertili ma questo mese qualcosa è andato storto!! ... la mia testa pensava solo che non doveva succedere. Dopo averlo detto a mia madre mi ha fatto sentire una donna inutile, una nullità e questo l'ho accettato perchè ho capito la rabbia e la sua paura ... dopo qualche giorno mi ha detto che qualsiasi scelta ci sarebbe stata ... purtroppo la mia situazione familiare non è delle migliori: un padre che non c'è mai stato e pur facendo un lavoro con un ottimo stipendio a noi spetta ben poco, separati ormai da 4 anni e dopo varie missioni che lui ha fatto all'estero tornando sempre più diverso e vari tradimenti, mia madre gli ha dato un bel calcio, ho un fratello di 20 anni che lavora sull'ambulanza e una madrea di 46 anni che anche lei lavora in questo ambito ... lo stipendio è misero e già si fà fatica in 3 ...inoltre il mio ragazzo vive ancora con i suoi, e oggi senza una stabilità economica fai ben poco ... fà il grafico pubblicitario, ma le spese sono più delle entrate e resta ben poco per permettersi un affitto e far crescere un figlio ... lui è felicissimo e vorrebbe tanto che mandassimo avanti la gravidanza ... ieri ho fatto la prima visita ... ho specificato subito che avevo intenzione di praticare l'IVG, il dottore è stato un pò freddo e mi guardava con un aria come se stesse giudicando ... ma sapevo qual'era il prezzo da pagare per quest'incoscienza o meglio l'avevo immaginato ... fatta la visita si è visto un "fagiolino" di un mese e una settimana grande come un chicco ... ad oggi aspetto la chiamata per andare a fare gli analisi e poi in seguito fare l'IVG ... ho tanta paura .. non mi dò pace .... mi sento così inutile come non avrei voluto decidere la vita di un altra creatura ... ma sò anche che la situazione non mi permette serenità e non posso far pagare le conseguenze della mia superficialità ad una creatura innocente ... posso dirvi che più passano i giorni e più lo sento mio, più vorrei avere la possibilità ... perchè l'amore nell'accoglierlo c'è tutto ... ma in questi casi la ragione e la realtà devono prevalere sull'istinto e sui sentimenti .... penso che alla fine di tutta questa esperienza saremo donne più di prima, si paga un prezzo per tutto ... sicuramente non sarò mai più così incosciente !!!  ... GUARDIAMO LA REALTÀ CIÒ CHE DAVVERO VOGLIAMO E CHE SENTIAMO ... un domani quando ci sentiremo realizzate e indipendenti economicamente e con delle fondamenta allora porteremo in grembo questo chicco per 9 mesi fino alla nascita .... ora io guardo la realtà e questa è la decisione più adatta ...


Emma
La mia esperienza risale a ieri (07/04/2011) e dal punto di vista tecnico non è stato traumatico se non fosse stato per l'attesa dalle 7.30 (analisi, elettrocardiogramma e accettazione) alle 15.30 per la preparazione e l'intervento e l'uscita ore 18.00. Attesa estenuante a causa del luogo (semplice stanza di attesa - osp. Casilino Roma in compagnia di centinaia di persone, molte con il pancione e/o bambini al seguito) e del digiuno forzato (solo un bicchiere di te zuccherato dopo le analisi). Noi 6 piccole donne in attesa di Ivg! Alcune accompagnate, altre come me (ma per mia scelta) da sola. Solo il mio ragazzo sapeva e anche se a distanza è sempre stato presente in tutte le "incombenze" e alla fine è stato lui ad accompagnarmi in ospedale e poi è venuto a riprendermi. E' sempre stato dolce e comprensivo.
La mia scelta, forse risalente a prima anche del ritardo (una donna sà ....), è rapida è sicura: pochi soldi, storia sentimentale precaria, assenza totale di istinto materno e tanto altro. Non ho trovato un motivo per non farlo. Non mi sono pentita anzi mi sento sollevata. Non ho mai pianto ne prima ne dopo se non quando mi sono stesa sul lettino e sono iniziate le operazioni di anestesia. Ricordo di aver pianto singhiozzando, poi mi sono addormentata. Ciò dovuto alla tensione! Non sono insensibile, io adoro i bambini, ma se un giorno deciderò di averne dovrò avere soldi, tempo e un uomo che mi ama.


Tina
Ho fatto l'IVG una settimana fa. Sono rimasta incinta un poco da sprovveduta. Io e mio marito abbiamo usato solo metodi contraccettivi naturali poichè io stavo ancora allattando il nostro secondo figlio. Siamo una coppia abbastanza giovane, con due splendidi bambini ma con una situazione economica instabile legata ai nostri lavori precari. Abbiamo genitori alle spalle che ci hanno aiutato molto ma con molti sacrifici. Portare a termine la gravidanza non avrebbe coinvolto solo noi ma avrebbe significato caricare di ulteriore responsabilità chi ha già fatto molto ed ha anche altri figli di cui occuparsi. Rinunciare ad un figlio per l'incapacità di mantenerlo penso sia una delle cose più atroci che un genitore possa provare. Ciò avrebbe dovuto comportare anche un cambio casa per avere spazio a sufficenza per tutti. Inoltre per me sarebbe stata la terza gravidanza nel giro di quattro anni e non avrei trovato le energie per arrivare fino in fondo. Avrei rischiato di alienare me stessa.
La mia decisione è stata immediata, anche se provavo molta paura e molta vergogna al pensiero di affrontare assistenti sociali e medici. Le persone che ho incontrato sono state invece splendide. La delicatezza con cui sono stata trattata, la gentilezza durante l'iter preparatorio, la professionalità con cui sono stata operata hanno stemperato il profondo imbarazzo che mi attanagliava e hanno mitigato la solitudine mia e di mio marito. E' una decisione che abbiamo preso io e lui da soli, e che condivideremo per tutta la nostra vita.
Prima dell'aborto sono stata malissimo, in particolare fisicamente ho sofferto moltissimo di nausea e vomito e ciò ha portato con sè un dolore all'anima, in quanto mi sembrava una sofferenza vuota che non avrebbe portato a nulla.
Il futuro è sempre un'incognita e non so dire se questa decisione, per me oggi giusta, avrà qualche ripercussione un domani...mi auguro solo che una donna, una coppia, una famiglia che si trovi ad affrontare una scelta del genere possa non sentirsi mai abbandonata..


Bibiana
ho 30 anni e sono incinta di 10 settimane...tra qualche gg ho la prenotazione per l'ivg...sono in ansia, ho paura, mi sento sola. Sto insieme ad un ragazzo da 9 mesi e lui non è d'accordo con la mia decisione e oggi che tutto diventa più reale, si è reso conto che non potrà mai accettarla e ha deciso di finire qui la nostra storia... e come dargli torto!...solo che sto male, mi manca e avrei voluto il suo aiuto, la sua comprensione, il suo amore...
io mi sono laureata qualche mese fa e ancora non ho trovato alcun tipo di lavoro, so che non è facile, che ci saranno dei sacrifici da affrontare, che dovrò andarmene al nord, e vivere con qualche euro e farmi aiutare dai miei. Non me la sento di sacrificare tutti i miei sogni, i miei sacrifici e tutti gli anni di studio...non ora e non in questo modo...dovendo dipendere dai miei per i soldi, per una casa...avere un figlio ora significherebbe rimandare o rinunciare al lavoro...perchè certo per un anno non posso fare nulla e poi con un figlio piccolo e tutte le spese annesse, di nido, baby sitter come potrei andarmene via e vivere con uno stage o un lavoro a tempo determinato?
Lui ha da poco iniziato un lavoro, ha grosse spese, sta investendo molto e soprattutto lo sta facendo qui, un piccolo paese del sud Italia, e per me qui non ci sono disponibilità...e forse non le voglio!...ho sempre pensato che sarei stata coraggiosa in una situazione del genere, che l'amore avrebbe vinto su tutte le paure...ma da quando l'ho saputo non sono riuscita a non pensare a tutti i problemi...al dispiacere e alla delusione che avrei dato ai miei che avevano tanto investito per il mio futuro, al fatto che da sola non sarei stata in grado di gestire la situazione...penso che un figlio debba essere sentito, desiderato...avere la sensazione di potercela fare, che tutto è possibile se si vuole...ma io non me la sento!....ho paura delle complicanze dell'ig, dell'anestesia, delle conseguenze che potrei avere, di perdere lui per sempre, di non poter più reggere il suo sguardo...so che faccio discorsi egoisti, che sto pensando solo a me, che forse a volte la vita ci mette di fronte a delle scelte e imprevisti che non avevi calcolato, che affrontarli comporta fatica, coraggio e aiuto...ma davvero non ce la faccio e non me la sento!...non so cosa sarà di me dopo il 15...ho paura e non so con chi parlarne.


Ramona
Ho deciso da poche ore di interrompere una gravidanza. Non mi sento in colpa, per un motivo molto semplice: a differenza di quello della mia prima bambina che adesso ha 3 anni, io questo embrione non l'ho amato da subito. NO. Ho capito di essere incinta pochi giorni dopo il concepimento, avvenuto in modo più che casuale, non pianificato, quasi inspiegabile. Ma non ho sentito quell'amore, quel senso di abnegazione, dedizione, sacrificio, che ho provato per la mia prima gravidanza. Mio marito non vuole altri figli, io pensavo di volerne, ma mi sono resa conto, adesso, oggi, che il mio desiderio di maternità era più culturale che reale. Ho pensato anche, per qualche ora di tenerlo e affrontare tutto da sola, ma non me la sento. Non me la sento perché la mia vita non sarebbe più la mia. Perché mi sentirei inchiodata da quest'altra maternità, sentimento che non ho mai, mai, mai provato quando aspettavo mia figlia.
Probabilmente se il rifiuto di mio marito non fosse stato così netto avrei fatto un'altra scelta, ma, realisticamente sono convinta che non sarebbe giusto mettere al mondo un figlio non desiderato dal padre e desiderato a metà dalla madre. Non so se questa decisione avrà conseguenze negative sulla mia coppia, ma, comunque vada, io ho la certezza che mia figlia sarà amata e voluta, sempre, da entrambi. E questa per me è la cosa più importante di tutte. Amare e desiderare davvero i figli che hai. Non so come sarà abortire, ma sento che è la scelta giusta.


Rosy
Sono una mamma di due bellissime bimbe. Sono rimasta incinta per una disattenzione. Nessuno di noi 2 avrebbe voluto far nascere un altro bambino. Ora sono settimane che ci interroghiamo quale sia la scelta giusta da fare. Io dopo lunghi giorni di riflessione ho preso la decisione sofferta di interrompere questa gravidanza. Il motivo? credo che ogni bambino abbia il sacro santo diritto di essere in primis VOLUTO e poi amato. Sono 2 concetti per me legati da un filo sottile di condivisione espressiva quasi inscindibile. Ma come molte altre mamme credo che la scelta di essere mamma sia legata a un fattore volitivo e debba essere rispettato. Credo che non si possa condannare una persona se per ovvie ragioni non se la senta di riaffrontare questa esperienza.
A metà gennaio andrò incontro al destino che ho scelto. é difficile rispettare le emozioni di una donna che esprime le sue frustrazioni, piuttosto è molto più semplice condurre il gioco sotto il profilo etico e religioso... legati da vincoli concettuali tradizionali. Comunque ripeto che ogni bambino abbia il diritto di venire alla luce se accettato dalla propria mamma!


Mariangela
a giugno 2004 rimasi incinta perchè con il mio ragazzo al momento non praticavamo alcuna forma di contraccezione, a parte, se si può definirla tale, il coito interrotto.
il mio ragazzo ed io stavamo assieme da circa 7 anni. io ero rimasta orfana di madre qualche anno prima, vivevo con i miei nonni e mia sorella. mio padre si stava facendo un'altra famiglia in un'altra città. con il mio ragazzo era una guerra continua, tra scenate e pianti ci lasciavamo e ritornavamo assieme in media due volte a settimana. lui aveva problemi di cocaina, era disoccupato da anni e mi disse che non poteva promettermi alcun cambiamento. io non potevo legare tutta la mia vita e quella del mio bambino a quella persona. non potevo continuare a soffrire, avevo accudito mia mamma, malata di una rara e terribile malattia degenerativa per sei anni. non potevo continuare a soffrire.
non volevo abortire!!!
lui, il potenziale padre di mio figlio e compagno della mia vita, coerente con la parola non data, fece tardi anche all'appuntamento al consultorio. lì mi visitarono. mi fecero un'ecografia transvaginale. io tenevo le mani sugli occhi, mentre piangevo. non volli guardare. dissi che volevo abortire e mi indicarono un ospedale e mi dissero il nome del ginecologo abortista. lo conoscevo. non ricordo se ci mettemmo in contatto. sì, forse era la pratica. un'assistente sociale sgarbata ed insensibile mi fece firmare un modulo con delle domande di routine. alla fine della seduta io le dissi piangendo che ero in crisi, che stavo male, che avevo bisogno di aiuto. e lei mi rispose con sufficienza, mentre apriva la porta per uscire, no, non era sufficienza, era estremo disprezzo: "Non abortisca"! io le risposi che non potevo assicurare niente a questo bambino. non ero succube del mio ragazzo, facevo la mia vita, ma spesso mi picchiava e mi offendeva e mi rubava i soldi. tutto questo non glielo dissi. non mi chiese niente. non mi propose nessuna alternativa.
sono contenta che non l'abbia fatto!
forse c'era il medico a questo colloquio. il fatto è che ho cercato di rimuovere questo incubo per tutti questi anni. non ne ho mai parlato e i ricordi stanno sopraggiungendo sfocati man mano che scrivo. sì, c'era nella prima parte del colloquio. io ero imbarazzata perchè è un amico di famiglia. lui era serio, molto più del solito, ma cercò di sdrammatizzare. fatta la sua parte, uscì e mi lasciò con quella donna. il resto già l'ho raccontato.
poi c'è stata un'attesa di quasi due settimane. sono troppe!
durante questi giorni avevo delle nausee fortissime, non controllavo il vomito. la spossatezza era terribile. i genitori del mio ragazzo andarono via proprio in quei giorni ed io mi trasferii a casa sua. potevo stare sul divano e soffrire il mio dolore. furono due settimana da incubo. non trattenevo alcun alimento, fumavo tantissimo. e piangevo. qualche volta lo pregavo di darmi una speranza. altre volte ero ferma nella mia convinzione.
finalmente il giorno dell'intervento. era in anestesia totale. mi misero nella stanza con altre tre ragazze. io ero la più grande. una era straniera. ci diedero qualcosa da mettere tra le gambe. eravamo intimorite ed imbarazzate, ma la vergogna era il sentimento più forte. sembrava di respirarla. nessuna chiese all'altra il suo nome. non ricordo nemmeno una faccia. la prima fu chiamata ed andò via. tornò dopo un tempo che non saprei precisare. tornò piangendo disperata. una signora scocciata e sprezzante, credo un'infermiera, lasciandola lì disse qualcosa tipo: "Prima fanno queste cose e poi piangono". a quel punto la vergogna lasciò un po' di posto alla paura. io mi alzai dal mio letto per cercare di consolarla. non avevo mai visto nessuno piangere in quel modo. tornò la seconda. stavolta un'infermiera diversa l'accompagnava e vedendomi accanto a lei mi invitò gentilmente ad andare nel letto, dicendomi che non dovevo preoccuparmi: era l'effetto dell'anestesia.
poi fu il mio turno. entrai in questa stanza. mi svegliai con il più forte dolore che avessi mai sentito. era ovviamente amplificato dall'anestesia. piangevo come non ho mai pianto in vita mia. mi sentivo che niente avrebbe potuto consolare il mio dolore. non era tanto il dolore fisico: era la disperazione più nera. gridavo il nome del mio medico. lo chiamavo piangendo. poi mi ricordai che era solo l'effetto dell'anestesia. così mi avevano detto. così cercai di darmi un contegno. poi mi dimisero. dopo un leggero mal di pancia durante la giornata. sanguinamenti per un paio di settimane. era andato tutto "bene".
già ho parlato dei miei pensieri prima. adesso dopo. in un paio di giorni mi liberai per sempre del mio ragazzo. il senso di colpa era terribile e lo accusavo di avermi fatto fare questa cosa orribile e dolorosissima. a volte, nei mesi successivi, avevo come un senso di vuoto nel ventre. l'angoscia era terribile. poi una mia amica, l'unica con la quale avevo parlato, mi fece parlare con altre due amiche in comune, che già lo avevano fatto. ci confrontammo. piangemmo assieme, ricordammo, cercammo di non ricordare. ci ubriacammo e piangemmo ed andammo al mare e ridemmo. e pian piano sembrava che stessi superando, ma ogni volta che vedevo una donna col pancione io volevo accoltellare quel pancione.
questo non lo confessai mai a nessuno.
non mi sono mai pentita.
ho sofferto come un animale il senso di colpa e la rabbia nei confronti di me stessa, perchè mi ero ficcata in una situazione così. perchè mi ero messa in condizione di provare un ennesimo dolore, non bastavano quelli che la vita mi aveva riservato, perchè ero stata una stupida e superficiale.
non ne parlo mai con nessuno, non ne ho mai parlato con nessuno in questi termini.
credo che il 70% del mio enorme dolore sia stato dovuto al fatto che non ho avuto nessun tipo di assistenza psicologica prima, durante o dopo quell'evento.
mi sono decisa a condividere queste cose perchè adesso sto da 5 anni con un angelo. ci siamo conosciuti esattamente un anno dopo quella terribile estate. aspettiamo un bambino e qualche settimana fa andammo a fare le analisi nello stesso laboratorio nel quale mi recai quella volta per le analisi per l'aborto. camminavamo abbracciati per strada ed eravamo al settimo cielo. non lo abbiamo progettato questo figlio, non stiamo in una situazione economica favorevole, non abbiamo alcuna famiglia alle spalle, ma ci amiamo e ci vogliamo bene e qualunque cosa accada, questo bambino da noi sarà amato e voluto bene. mentre camminavamo così abbracciati e ci godevamo la nostra felicità mi è venuto in mente quando nel 2004 sono uscita dallo stesso laboratorio:
è stata la scelta giusta!


Luana
Come prima cosa vorrei ringraziare per quello che state facendo.
Il 16/02/10 sono partita per raggiungere la clinica in Austria, a parte il viaggio un pò lungo il resto è stato molto veloce, ho telefonato il giorno prima (parlo un pò il tedesco) per prendere appuntamento. Alle ore 18,00 ero alla clinica. Il dottore è stato molto cordiale, la clinica sembrava un pò semplice ma solo nell'apparenza, in realtà era totalmente attrezzata anche con macchina ecografica (cosa che noi in Italia non abbiamo neanche in consultorio).
Il dottore che si sforzava di parlare l'italiano mi ha controllata e siccome con l'ecografia non si vedeva niente mi ha fatto il test dell'urina. Accertatosi che ero effettivamente incinta mi ha dato le tre pastiglie, una d'assumere la mattina del giorno dopo, le altre due dopo 48 ore, in più mi ha dato altre 2 di emergenza e una pastiglia per il dolore. Mi ha detto che se ci fossero stati problemi di chiamare (il che era un pò improbabile visto la lontananza) e se non fosse funzionata mi faceva il raschiamento. Costo totale Euro 490,00. Quindi siamo tornati a casa (io e mio marito) ho assunto le pastiglie senza alcuna assistenza, solo con un foglio di istruzioni scritto in tedesco. Per fortuna è andata tutto bene, la prima pastiglia praticamente non ha fatto nessun effetto apparente, qualche piccole perdite; prese le altre due continuava a non succedere niente, solo dopo 24 ore ho sentito un pò di dolori simili a quelli mestruali (io durante il ciclo non ho mai avuto dolori forti) e da quel momento, che è durato 2 giorni ho avuto perdite consistenti. Adesso sto bene sarebbe previsto anche un controllo che probabilmente farò qua in Italia.
Sono rimasta incinta per errore, io non prendo la pillola perchè ne ho provate diverse e con tutte ho avuto dei disturbi, ho provato l'anello ed è stato anche peggio. Io ho 43 anni, ho 2 figli, uno di 13 e l'altro di 12 anni, sia io che mio marito lavoriamo e fortunatamente non abbiamo problemi economici. Un terzo figlio semplicemente non era previsto, sconvolgeva il nostro equilibrio. Posso capire che questo modo di pensare disgusti qualcuno, ma per me non è stato affatto penoso, certo di questa cosa non me ne vanto anzi forse un pò me nè vergogno. Un sentimento comunque l'ho avuto: un sentimento di rabbia contro un paese, l'Italia, bigotto e arretrato.


Marcella
Ho fatto l'IVG il 20/02/2010. Se sono riuscita ad affrontare questa triste esperienza è anche grazie alle testimonianze che ho trovato su questo sito, dopo una serie di ricerche che mi riportavano sempre a siti nei quali condannano le donne che devono eseguire questo tipo di intervento, con citazioni esasperate e foto da censura, che molte volte sono solo il frutto di false informazioni di cui come ben sappiamo il web è pieno. Per questo ho deciso di scrivere la mia testimonianza, perché spero di potere dare anche io la forza morale a chi si potrebbe trovare nella mia stessa situazione. Oggi sono fidanzata da 8 mesi, ho 24 anni ed è la mia prima storia d'amore, quella che speri non finisca mai, quella in cui punti tutto. Probabilmente la mia inesperienza mi ha portato a fidarmi del mio fidanzato che mi ha sempre ripetuto che sarebbe "stato attento". Beh, adesso so a malincuore che non si può "stare attenti", c'è bisogno di un vero metodo di contraccezione se non si desidera una gravidanza. Io sbagliando ho sempre rinviato l'inizio della pillola anticoncezionale, perché mi sentivo tranquilla e non pensavo che potesse mai succedere a me, perché noi ci "stavamo attenti". Finché sono arrivati quei giorni.
Io ed il mio fidanzato litigavamo in quei giorni, io avevo un ritardo, ma non mi sembrava il momento di parlarne a lui, discutevamo, forse era in discussione il proseguimento di questa stupenda storia d'amore, per banali motivi di incomprensione, e questo era più importante di qualsiasi ritardo. Ma dentro stavo male, è come se sentissi qualcosa. Quindi una sera glielo dissi, ma lo tranquillizzai subito, dicendo che probabilmente era colpa del clima nervoso in cui ci trovavamo in quei giorni. Mi volevo convincere e volevo convincerlo che era solo un semplice ritardo.
Ma la notte ci pensavo, io lo sentivo. E' sabato mattina, mi sveglio presto, il mio ragazzo è rimasto a dormire con me a casa dei miei e stava ancora dormendo. Io vado in bagno, prelevo il campione di urine mattutine, leggo e rileggo le istruzioni del test comprato il giorno prima in farmacia e proseguo con la massima precisione. Poi torno in camera, lo sveglio, guardiamo insieme il risultato. Positivo. La prima reazione è stato un pianto. Ma non ero meravigliata. Io già lo sapevo, lo senti dentro. Non so come, ma lo senti dentro. La nostra bellissima storia d'amore, che allora durava da soli 5 mesi, io e lui quante volte avevamo scherzato sui nomi dei nostri figli. Ma adesso no, non era il momento. Siamo ancora immaturi per un passo del genere. Noi ai nostri figli vogliamo donargli tutto il possibile, l'amore di una famiglia vera e unita. E come fare, visto che il mio fidanzato non lavorava, ed ognuno vive ancora in casa con i propri genitori. Come facevamo? Quindi è per questo. Nessuno ci ha costretto. Lo sapevamo entrambi che non era il nostro momento. Forse posso sembrare superficiale con queste parole, ma io non mi ritengo tale. Sicuramente siamo ancora irresponsabili per ciò. Quello è certo. E allora come mettere al mondo una creatura con un ragazzo che conosci da solo 5 mesi. Si, io voglio che sia lui l'uomo della mia vita, ma dopo solo 5 mesi di fidanzamento, non ce la sentivamo. Sia io che lui eravamo sicuri sul da farsi, dobbiamo ancora conoscerci a fondo, non si può far nascere un figlio se non è cosa gradita e cosa giusta. Delle volte ci ritornavamo su, per vedere se eravamo davvero convinti, si.... una forte tristezza in noi, in entrambi un forte dolore e senso di irresponsabilità, ma alla fine di ogni pensiero era sempre la stessa la nostra unica alternativa.
Ci siamo recati al consultorio giovanile dopo aver effettuato il test. Io volevo abortire, a malincuore (a malincuore non perché non ne ero convinta, ma perché è una triste decisione per una donna) e comunque non avevo idea di cosa significava. La ginecologa e l'assistente furono molto carine con me, avevo bisogno della loro tenerezza perché avevo il timore che ci avrebbero trattato male. Invece no, certo la "paternale" ovviamente, ce la siamo presa ed anche volentieri. Stavamo zitti. Avevano ragione su tutto, sulla contraccezione, sul grave errore che avevamo commesso. Non si può fare affidamento al coito interrotto, assolutamente no. Però non ci trattarono male. Dopo una settimana circa il rituale colloquio con la psicologa ed un'altra ginecologa. Anche loro molto teneri con noi. Chiedevano se era quello ciò che volevamo, chiedevano se non avessimo pensato alle gioie che può portare un figlio, certo che ci avevamo pensato. Ma adesso non ce la sentivamo. Provarono a farci cambiare idea, anzi è meglio dire che si volevano solo accertare della nostra convinzione, come è giusto che facessero.
Dopo ancora un paio di settimane l'ecografia, 6 settimane e sei giorni. Una ecografia ai miei occhi poco capibile e quegli 8mm e mezzo di embrione. Una forte emozione, vedevo questa macchia, non la capivo, non sapevo da che parte guardarla, ma sapevo che quello era il frutto del nostro amore.
Ci spiegarono così in cosa consiste l'operazione, prima viene fatta l'anestesia, l'operazione dura poco, io dopo una mezz'oretta ero già tornata dalla sala operatoria alla camera dell'ospedale. Quel giorno ero terrorizzata, il mio fidanzato mi è sempre stato vicino, sempre, in tutto il percorso, nonostante i miei sbalzi d'umore e le altre normali paranoie.
Imiei genitori invece ho deciso di tenerli allo scuro di tutto ciò, cosa che mi ha fatto molto male, tante bugie per andare a fare le visite, soffrire in silenzio, senza renderli partecipi, loro, la mia famiglia, mi ha fatto davvero male, ma pensavo che sarebbero stati male per me, chissà se avrebbero appoggiato la mia decisione, sicuramente se mi avessero appoggiato sarebbe stato solo per amore, ma non sarebbero stati d'accordo. Poi avevo paura di farli preoccupare troppo per la mia salute, quindi ho deciso di non dire nulla a loro. L'ho fatto per loro, per il loro bene. Ma non mi piace affatto di avergli tenuto nascosto una cosa così grande.
Nei giorni prima dell'intervento ovviamente avevo cercato su internet informazioni e avevo trovato di tutto e di più. È per questo che sono arrivata terrorizzata all'intervento. Mi tremavano le gambe, tantissimo, e le braccia... tremavo tutta. Ricordo le parole: adesso ti facciamo l'anestesia, chiudi gli occhi se no ti gira la testa e fai dei bei respironi. Un respiro, due respiri, e poi mi sono risvegliata in camera. Non ho visto niente, né gli strumenti che hanno usato, né sentito il rumore di tali strumenti, né altro. Al mio risveglio avevo dei dolori all'addome, niente di atroce, della stessa intensità dei dolori mestruali. Nessuna complicazione, niente di niente. Il ricovero in day hospital, sono uscita dalla sala operatoria alle 12e30 e sono uscita dall'ospedale alle 17e30, il tempo di tenerti sotto controllo. All'uscita è sconsigliato guidare, perché si è deboli. La notte si sta un pò male, per questi dolori, ma sono del tutto sopportabili. Le perdite di sangue anche della stessa capacità di un ciclo mestruale.
Non è stato di certo una liberazione, sono ancora dispiaciuta per quello che ho fatto, in quanto donna, ma non me ne pento e penso che sia stata la scelta più giusta. L'unica scelta. I danni morali dipendono da persona a persona. Si, sei triste, stai male, ma se sei convinta della tua scelta non può essere un peso, e quindi anche il morale in poco tempo tornerà come prima. Mi è capitato di vedere bambini dopo l'operazione, ma non sono scoppiata in crisi paranoiche. Ho passato l'aspirapolvere in casa, e non mi è venuto alla mente alcun rumore già sentito in sala operatoria. Non ho visto l'embrione. Niente di tutto ciò, niente di ciò che si legge su alcuni siti. Insomma è sicuro che molte delle cose che si leggono nel web sono false. Bisogna solo cercare di stare tranquilla, parlarne con un'amica, col proprio ragazzo se si ha, e con i genitori se è possibile, tutto ciò rende l'attesa e l'intervento più sereno.
Un giorno avrò dei figli, saranno bellissimi ed io ed il mio fidanzato gli doneremo tutto ciò di cui ha bisogno, tanto amore, dormirà nel lettone in mezzo a noi, ci farà ridere, piangere, un giorno. Adesso era troppo presto.


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